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Nascere rospo. I volontari bellunesi mobilitati per il salvataggio degli anfibi al Lago di Santa Croce

Attraversamento coppia di rospi sulla statale 51 Lago di Santa Croce

Marzo 2019, Provincia di Belluno. Si sente nell’aria l’arrivo della primavera, e per chi come me è nato rospo non è vita facile. E neppure per rane, raganelle e altri miei cugini anfibi. Ogni anno in questo periodo ci risvegliamo dal letargo e il nostro istinto ci impone di andare a riprodurci nel medesimo posto della stagione precedente e così anno dopo anno. È un richiamo a cui non possiamo resistere; e così ancora mezzi addormentati, indolenziti ed affamati iniziamo il nostro cammino verso l’acqua della pozza di Punta Trifina del  lago di Santa Croce. Il luogo in cui ci troviamo ci espone a vari rischi e durante il percorso la nostra vita è continuamente in pericolo: il boschetto dove andiamo in letargo è adiacente ai binari della ferrovia, attraversata la quale c’è una strada lungo cui sfrecciano automobili. Chi sopravvive ai primi due ostacoli raggiunge il lago, dove però in caso di piena può diventare preda e pasto di un branco di lucci. (La piena del lago non è naturale, bensì gestita da essere umani; il lago è lui stesso in parte artificiale).
Treno, auto, predatori. In tal senso guardiamo in faccia la morte tre volte: migliaia di anfibi come me non sopravvivono. Considerata la situazione in cui ci imbattiamo ogni primavera, alcuni danno la nostra popolazione già per estinta. Eppure, anche quest’anno siamo ancora qui.
Alcune persone, infatti, hanno deciso di darci una mano, pensando che anche la mia esistenza di rospo abbia un senso e perciò meriti il più sincero rispetto. Queste persone hanno sembianze molto strane, si agitano di qua e di là sotto la pioggia… io di loro riesco a scorgere solo gli occhi, poi tutto d’un tratto mi ritrovo sulla riva del lago insieme ai miei compagni.
Li chiamano ‘Rospisti’; a me sembrano soltanto ‘Umani’. Grazie a loro, il pericolo del treno e delle auto in corsa è così scongiurato, e noi possiamo iniziare a riprodurci. (Anche se le auto sono tante e loro così pochi..)
Negli ultimi anni, la presenza straordinaria di questi amici umani è stata per noi fonte di sopravvivenza.

Le operazioni di salvataggio dei rospi vengono svolte da volontari bellunesi presso Punta Trifina: se anche tu vuoi dare una mano in questa preziosa esperienza, ti invitiamo a contattare il numero: 340 5557163 (Shyllar).

Vdn

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