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martedì, Marzo 2, 2021
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Primarie Pd. Irma Visalli: “Appoggio a Maurizio Martina perché sostiene la montagna come laboratorio di futuro”

Irma Visalli

Domenica si vota per scegliere il segretario nazionale del Partito democratico. Sono certa sarà una bella giornata, qualunque sia il suo esito. Perché per noi è , ogni volta, la festa della democrazia e della partecipazione .

Detto ciò e anche ribadito che chiunque vinca sarà il segretario di tutti quindi anche il mio , io sosterrò Maurizio Martina.

Oltre ad altre motivazioni relative all’unità del partito , al ruolo del segretario “dedicato” alla ricostituente del PD, mi preme qui sottolineare l’impegno assunto per una sempre maggiore attenzione alle rappresentanze dei territori. ( ad esempio la direzione Nazionale sia formata da persone scelte in ambito locale e non più solo nelle stanze romane) e alle loro istanze . Nello specifico a quelle della montagna.

Nella mozione Martina infatti , (ritrovabile nei materiali della mozione nel sito web), viene incluso il testo sulla montagna che, su sua richiesta, ho personalmente scritto per la mozione. E’, di fatto, un elemento distintivo da sottolineare e un impegno assunto da Maurizio verso un vero e non più rimandabile cambio di passo della politica nei confronti di queste terre che da margine devono diventare centro di azioni e opportunità:

” Povere di “numeri” di abitanti, le montagne sono ambiti poco interessanti per la politica del consenso e per il mercato. Messe alla prova dall’inevitabile convivenza con il limite causato dalla verticalità̀ e dallo scivolamento a valle dei servizi a causa di politiche indifferenziate basate su semplicistiche logiche quantitative. Nell’immaginario collettivo la montagna vive tutt’oggi di stereotipi, divisa tra visione romantica della “montagna cartolina”, distretto del tempo libero, della natura e del benessere per chi vive nella caotica città, oppure spazio da colonizzare per sfruttare le risorse che le sono proprie. Serve un cambio di prospettiva, un cambiamento culturale prima che d’azione, che capovolga il punto di vista: la montagna, da margine può̀ diventare opportunità̀. Sì, luogo “fragile” e da trattare con attenzione, ma contestualmente tra quelli oggi maggiormente vocati a sperimentare modernità̀ e innovazione. Un laboratorio di futuro. Particolarmente adatto a sviluppare le conoscenze soprattutto relative al sapere ambientale, rivolte a un mondo ricco di novità̀ e avanguardia: le risorse energetiche rinnovabili, la maggiore attenzione alla terra e alle pratiche agricole connesse con la produzione agroalimentare, anche da parte dei giovani (i cosiddetti “nuovi montanari”), l’urgenza di inventare nuove forme di comunità̀, la possibilità̀ di sperimentare nuovi stili di economia che puntano alla sintonia dello sviluppo con il territorio, la sfida mondiale per rispondere al cambiamento climatico. Un laboratorio in cui sperimentare una nuova alleanza tra montagna e città, basata sullo scambio di prestazioni: la città e le aree metropolitane senza le risorse energetiche provenienti dall’ambiente montano non potrebbero sopravvivere e, al contempo, la montagna senza i servizi di livello “urbano” e senza la popolazione rimarrebbe uno spazio lasciato alla evoluzione selvaggia della natura, destinato a processi di invecchiamento incontrovertibili. Nella nostra visione dove va la montagna è destinata ad andare la città. In quest’ottica l’impegno del PD è quello di mantenere la montagna abitata, spendendosi per politiche capaci di differenziarsi in funzione di esigenze espressioni della sua specificità̀. Anche sperimentando (finalmente) forme differenziate di autonomia e autogoverno “.

Sono certa che i nostri delegati in assemblea Lucia Saviane , Paolo Dal Magro, Antonia Capraro e Doriano Lavina, sapranno mantenere viva l’attenzione a questa visione della montagna nelle politiche nazionali internamente alle quali si inseriscono le specifiche istanze del bellunese presentate ieri alla stampa dalla segretaria Monica Lotto.

Irma Visalli (Responsabile ambiente e montagna esecutivo regionale PD Veneto )

Mozione Veneto per Martina

 

Per il programma di Maurizio Martina

Montagne, laboratorio di futuro.
Le montagne coprono una parte molto consistente del nostro Paese. Nonostante ciò sono per lo più considerate aree marginali. Povere di “numeri” di abitanti, sono ambiti poco interessanti per la politica del consenso e per il mercato. Afflitte dal progressivo spopolamento e invecchiamento, messa alla prova dall’inevitabile convivenza con il limite causato dalla verticalità e dallo scivolamento a valle dei servizi a causa di politiche indifferenziate basate su semplicistiche logiche quantitative. Nell’immaginario collettivo la montagna vive tutt’oggi di stereotipi, divisa tra visione romantica della “montagna cartolina” (il fantastico mondo di Heidi), distretto del tempo libero, della natura e del benessere per chi vive nella caotica città, oppure spazio da colonizzare per sfruttare le risorse che le sono proprie. In ogni caso, spazio contrapposto alla città e all’urbanità, da sempre considerati i principali motore di sviluppo.
Serve un cambio di prospettiva, un cambiamento culturale prima che d’azione, che capovolga il punto di vista: la montagna, da margine può diventare opportunità. Sì luogo “fragile” e da trattare con attenzione, ma contestualmente tra quelli oggi maggiormente vocati a sperimentare modernità ed innovazione. Un laboratorio di futuro. Particolarmente adatto a sviluppare le conoscenze soprattutto relative al sapere ambientale , rivolte ad un mondo ricco di novità e avanguardia: le risorse energetiche rinnovabili, la maggiore attenzione alla terra e alle pratiche agricole connesse con la produzione agroalimentare anche da parte dei giovani (i cosiddetti nuovi montanari), l’urgenza di inventare nuove forme di comunità, la possibilità di sperimentare nuovi stili di economia che puntano alla sintonia dello sviluppo con il territorio , la sfida mondiale per rispondere al cambiamento climatico.
Un laboratorio In cui sperimentare una nuova alleanza tra montagna e città, basata sullo scambio di prestazioni: la città e le aree metropolitane senza le risorse energetiche provenienti dall’ambiente montano non potrebbero sopravvivere e, al contempo, la montagna senza i servizi di livello “urbano” e senza la popolazione rimarrebbe uno spazio lasciato alla evoluzione selvaggia della natura, destinato a processi di invecchiamento incontrovertibili. Nella nostra visione dove va la montagna è destinata ad andare la città.
In quest’ottica l’impegno del PD è quello di mantenere la montagna abitata, spendendosi per politiche capaci di differenziarsi in funzione di esigenze espressioni della sua specificità. Magari sperimentando forme differenziate di autonomia e autogoverno.
Dobbiamo guardare alla montagna con lo sguardo di quei giovani, o nuovi montanari, che oggi inventano e promuovono start up e nuove forme di modernità esprimendo il diritto di scegliere di vivere o “tornare” in questi luoghi con pari diritti e dignità dei coetanei che abitano altrove. Comunque connessi con il mondo, cittadini d’Europa.

Irma Visalli
Responsabile ambiente e montagna PD Veneto

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