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Fisco, proroga degli adempimenti. Michela Marrone: “Ha il sapore di una presa in giro Arriva a una manciata di ore dalla scadenza”

Michela Marrone – Presidente Ordine dottori commercialisti Belluno

Una proroga che arriva ad una manciata di ore dalla scadenza non può che farci sorridere. Ma è un sorriso amaro, perché purtroppo arriva una manciata di ore prima della scadenza effettiva ed ha il sapore della presa in giro.
E’ quello che è successo ieri e che denuncia L’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili della Provincia di Belluno, facendo eco a tutti i professionisti italiani. La proroga di un adempimento in scadenza il 28 febbraio è stata pubblicata nel pomeriggio del giorno precedente, quando il grosso del lavoro era ormai già stato completato.
E non è la prima volta. Purtroppo è da anni ormai che le scadenze vengono prorogate a ridosso della scadenza stessa o con preavvisi assolutamente inadeguati.
La mole di lavoro che ha travolto gli studi dei commercialisti, all’indomani dell’entrata in vigore della normativa sulla fatturazione elettronica, ha creato un’infinità di problemi e ritardi nello svolgimento di tutti gli altri adempimenti e, in particolare, di quelli in scadenza nel mese di febbraio.
Sul fronte scadenze continua quindi a regnare il caos e nulla sembra cambiare, quando invece, come sostenuto in più occasioni, è urgente una riorganizzazione del calendario fiscale e una semplificazione degli adempimenti, quest’ultima anche in conseguenza dell’introduzione della fattura elettronica.
Oltre alle difficoltà quotidiane di gestione degli studi professionali e all’annosa rincorsa delle innumerevole scadenze imposte, la professione vive altresì oggi un continuo smembramento delle proprie competenze a favore di altre figure professionali.
Il ruolo dei professionisti economici è pesantemente svilito, costretto a fare i conti con provvedimenti inadeguati, responsabilità crescenti, riconoscimenti nulli. Questo, oltre a danneggiare la categoria, comporta il rischio di affidarsi a professionisti mancanti delle capacità necessarie, oltre a vanificare in alcuni casi il ruolo degli Ordini professionali, i percorsi formativi e le rigide regole per l’accesso, che devono garantire in ogni caso la competenza e la tutela della fede pubblica.
Non possiamo che ribadire, come già fatto anche in sede nazionale, la richiesta a chi di competenza un maggior rispetto e di una riqualificazione del nostro ruolo.
Qualcuno ci ha definito scherzosamente “Le nuove vittime del lavoro” e forse non ha tutti i torti.

 

Michela Marrone

Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della Provincia di Belluno