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Autonomia. Azzalin (PD): “A Zaia e alla Lega l’Oscar della proroga. La proposta di estenderla a tutte le Regioni conferma come il referendum sia stato solo una costosa presa in giro”

Graziano Azzalin – consigliere regionale Pd

Venezia, 25 febbraio 2019  –  “La proposta di Zaia è in contrasto con la Costituzione, non ci può essere una contrattazione moltiplicata per venti Regioni, ognuna con richieste diverse: l’approdo sarebbe il disfacimento dello Stato unitario. Ma parlare di ‘un’autonomia per tutti’ evidenzia per l’ennesima volta una cosa: il grande bluff del referendum, una vera e propria presa in giro, peraltro costosa. Dopo il voto doveva essere questione di poche settimane, invece sono passati 16 mesi. Adesso si parla di trovare l’intesa entro fine anno, se ci fosse l’Oscar della proroga, Zaia con l’autonomia vincerebbe a mani basse.”.

Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico risponde così all’idea rilanciata nei giorni scorsi dal governatore del Veneto e attacca sia nel merito che sulla tempistica.

“È semplicemente irricevibile, perché parte dal presupposto che se le Regioni chiedono tutto, avranno tutto. Capisco che gli serva un ‘diversivo’ per uscire dall’empasse e dal fatto che, nonostante le mille promesse, rischia di non ottenere nulla. Altro che referendum risolutivo!”, esclama Azzalin. “In realtà è però un vicolo cieco, non è pensabile che l’Italia possa avere venti sanità o istruzioni diverse o che materie come le grandi infrastrutture o le politiche del credito riguardino una singola Regione. Gli enti locali devono trovare l’esaltazione del loro ruolo all’interno del quadro costituzionale, l’eventuale ridisegno dell’assetto istituzionale deve essere coerente con l’unità d’Italia”.

“Avevo sottolineato come quella di Zaia e della Lega fosse pura propaganda – insiste il consigliere del Pd tornando sul referendum del 22 ottobre 2017 – Il voto non avrebbe determinato alcun approdo, era solo espressione di una volontà politica, senza alcun vincolo istituzionale. E infatti, nonostante la Lega al governo e primo partito, con un ministro per le Autonomie e Salvini vero capo dell’esecutivo, siamo fermi al palo, un flop clamoroso. Con un problema esclusivamente interno al Carroccio, i Cinque Stelle non c’entrano niente: al neo sovranista Salvini non conviene politicamente insistere su questo tema, proprio adesso che la Lega sta sfondando al Sud. Ma Zaia non può dire che si tratta di una prova storica e che quindi un anno in più o in meno non fa la differenza, perché in attesa dell’autonomia, la Regione ha congelato tutto, abbandonando ogni programmazione come ben sanno, purtroppo, gli abitanti delle zone colpite dal maltempo dello scorso autunno”.

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