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Trapianti. Zaia: “Orgogliosi del nostro contributo in doppia cifra”. Lanzarin: “Un successo fatto di scienza e generosità”

Venezia, 18 febbraio 2019  “Il Sistema Trapianti del Veneto ha contribuito con percentuali in doppia cifra al successo del settore nazionale, con i Centri di Padova e Verona nella top five. Ne siamo orgogliosi, perché, dietro a un trapianto che salva una vita, deve funzionare una macchina organizzativa e scientifica perfetta, che parte da un’espressione di volontà, passa per la donazione e arriva in una sala operatoria dove un ricevente è in attesa. Siamo riusciti a diminuire anche le liste d’attesa, che è il risultato più bello tra quelli che testimoniano un successo complessivo”.

Con queste parole, il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta i buoni risultati della Rete azionale Trapianti diffusi oggi dal Ministero della Salute, e focalizza l’attenzione su dati inediti elaborati dal Centro Regionale Trapianti sull’attività 2018.

“Il Veneto – rivela Zaia – ha contribuito per il 30,87% ai trapianti da donatori viventi (96 su un totale di 311); per il 14,53% a quelli da donatore cadavere (495 su 3.407); per l’11% dei donatori utilizzati (150 su 1.370)”.

Sommando i trapianti da donatore vivente e quelli da donatore cadavere, il Veneto ha contribuito con 591 trapianti ai 3.718 totali in Italia. Padova detiene anche due record: è il primo in Italia per trapianto di rene da donatore vivente e per trapianto di pancreas da donatore cadavere.

“Significa centinaia di vite salvate – aggiunge Zaia – con un dato che testimonia più di ogni altra cosa il livello scientifico raggiunto: il 30,87% nazionale dei trapianti da donatore vivente, l’ultima frontiera del settore, la risposta più avanzata di medici e ricercatori ineguagliabili alla sempre forte necessità di reperire organi per vite in grave pericolo, anche se nel 2018 registriamo con gioia una discesa delle liste d’attesa: 1.249 persone contro le 1.295 del 2017”.

I dati inediti del Veneto a cui fa riferimento il Governatore, indicano un andamento importante in tutti i Centri Trapianto del Veneto: Padova, Verona, Vicenza e Treviso.

Il Centro Trapianti di Padova, nel 2018, ne ha realizzati 353 (63 quelli pediatrici), che salgono a 366 conteggiando i cosiddetti trapianti combinati, dei quali 193 di rene,102 di fegato, 30 di polmone, 30 di cuore e 11 di pancreas.

177 sono i trapianti realizzati dal Centro di Verona, di cui 114 di rene, 47 di fegato e 16 di cuore.
I Centri di Treviso e Vicenza (solo rene) hanno effettuato rispettivamente 31 e 30 trapianti. Dei 30 di Vicenza, 14 sono stati da donatore vivente.

Molto bene anche l’aspetto dei potenziali donatori, che sono stati 279, contro i 275 dell’anno record 2017, e l’attività di raccolta delle espressioni di volontà, in collaborazione con gli uffici anagrafe dei Comuni che, a fine 2018, aveva raggiunto le 187.000 unità.

 

Manuela Lanzarin assessore regionale

“Il successo del sistema trapiantologico del Veneto ha una grande componente medico-scientifica, ma anche un significativo apporto di carattere sociale legato alla generosità dei donatori e delle loro famiglie e al forte aumento delle dichiarazioni di volontà raccolte attraverso la collaborazione dei Comuni. E’ il Veneto dell’integrazione tra sanitario e sociale nei fatti e non solo nella programmazione”.

Con queste parole, l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin commenta “con soddisfazione e con la speranza di poter fare ancora meglio in futuro”, l’andamento positivo dei trapianti in Italia, con il Veneto che vi ha contribuito ampiamente, in percentuali a doppia cifra.

Sul piano scientifico, la Lanzarin evidenzia il dato dei trapianti da donatore vivente, “e quello molto significativo – aggiunge – dell’avvio, nel 2018, dell’attività di donazione di organi da donatore a cuore fermo”.

“A monte – prosegue l’assessore – c’è un grande lavoro che è stato avviato per la diffusione di una vera e propria cultura della donazione, che sta crescendo nei cittadini veneti, la cui generosità si dimostra anche in questo caso”.

In questo ambito, sta funzionando molto bene l’attività di raccolta delle dichiarazioni di volontà, avviata dalla Regione in collaborazione con gli uffici anagrafe dei Comuni. “Sono già 304 – dice la Lanzarin – le Amministrazioni che hanno avviato questo servizio al momento dell’emissione o del rinnovo della carta d’identità. Questo ci ha permesso di passare da 54.190 dichiarazioni raccolte nel 2017 alle oltre 187.000 del 2018”.

Nel 79,1% delle dichiarazioni rilasciate, i veneti si sono espressi a favore della donazione di organi e tessuti.

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