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Autonomia. Moretti (PD): “Ennesimo rinvio, la conflittualità Lega-Cinque Stelle paralizza l’Italia. Con il modello emiliano nessun pericolo per la tenuta dello Stato”

Venezia 15 febbraio 2019  –  “Per Zaia e Salvini doveva essere il Consiglio dei ministri risolutivo e invece abbiamo assistito a un film già visto, l’ennesimo rinvio. L’Italia è paralizzata da mesi per la conflittualità continua e totale fra Lega e Cinque Stelle”. Alessandra Moretti, consigliera regionale del Partito Democratico, commenta l’ennesima frenata nell’accordo sull’autonomia per Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

Entrando nel merito, aggiunge l’esponente dem, si evidenzia come “le proteste delle Regioni del sud non sono fondate se si parla di autonomia differenziata secondo l’articolo 116 della Costituzione, che valorizza le diversità tra i territori, secondo il disegno dei padri costituenti. Ed è quanto previsto dal modello emiliano presentato dal governatore Bonaccini: più competenze e il trasferimento delle risorse corrispondenti per gestirle. Il tutto a costo zero per lo Stato. È una cosa ben diversa da quanto vogliono Zaia e Fontana, ovvero trattenere le tasse. Qua – sottolinea – si va oltre il perimetro della Costituzione e viene messa in pericolo la tenuta dello Stato. Ma, al di là dei proclami, la favola dei nove decimi e del residuo fiscale è già stata archiviata. E lo stesso accadrà con le 23 materie pretese dai governatori leghisti”.

“Zaia si dichiara soddisfatto, temo non lo sia affatto. La questione politica è complessa e lo dimostra il fatto che è passato un anno e mezzo dal referendum e ancora stiamo alle chiacchiere. Dubito si arrivi in tempi rapidi a un’intesa definitiva, proprio per un cinico calcolo delle forze di governo a cui conviene, in vista delle prossime Europee, fomentare lo scontro anziché trovare una soluzione per dimostrare al proprio elettorato di aver tenuto duro. Così però si blocca un Paese, come del resto sta avvenendo su tutte le questioni strategiche a partire dalle infrastrutture e dall’emergenza occupazione, con un ministro del lavoro fantasma che ha 135 tavoli di crisi aperti e si preoccupa di stringere alleanze con i gilet gialli invece di dare risposte ai lavoratori italiani”.

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