
In tempi di calo demografico e con l’emergenza maltempo di fine ottobre che ha alimentato i timori sullo spopolamento della montagna bellunese, un duplice inno alla vita può riaprire gli orizzonti di speranza nella comunità. Questo lo spirito che si è respirato giovedì scorso in Prefettura alla consegna di due importanti riconoscimenti pubblici alla signora Maria Pollacci e al signor Mauro De Paris.
La cerimonia, alla presenza di cittadini, associazioni e istituzioni, è stata accompagnata da allievi e docenti del liceo musicale Reiner di Belluno con l’esecuzione in apertura dell’Inno Nazionale e in chiusura dell’Inno alla Gioia.
La signora Maria Pollacci, ostetrica di 94 anni di Pedavena che ha aiutato a far nascere 7.654 bambino, l’ultimo un mese fa, è stata insignita dell’onorificenza di cavaliere dell’ dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.
“Un bimbo che nasce – ha sostenuto la signora Pollacci – è una magia che dona emozioni sia all’ostetrica che alla neomamma. Il mio è il mestiere più bello che si possa fare al mondo se lo intendi come una missione da compiere con amore e spirito di servizio. Il “bambino” più vecchio che ho fatto nascere oggi ha 74 anni, il più giovane un mese. Spesso incontro per strada alcuni di loro, mi riconoscono forse dalla voce e mi considerano la loro seconda mamma e ciò mi gratifica molto.”
Sempre a salvaguardia del valore della vita l’episodio che vide protagonista Mauro De Paris, a cui è stato consegnato un Attestato di Pubblica Benemerenza al Merito Civile, per aver sventato l’8 settembre 2013 un tentativo di suicidio.
“Entrambi i premiati – ha sottolineato il Prefetto di Belluno, Francesco Esposito – rappresentano, su versanti diversi, un autentico inno al valore della vita umana che la stessa atmosfera natalizia accentua, alimentando la speranza in un futuro migliore. Speranza che, dalla nascita alla tutela della vita umana, può essere proiettata anche sul desiderio e sulla volontà di rinascita del territorio provinciale devastato da acqua e vento alla fine dell’ottobre scorso.”
In chiusura l’esecuzione dell’inno europeo, l’Inno alla Gioia di Beethoven, anche nel ricordo del giovane giornalista Antonio Megalizzi, ormai ribattezzato “Antonio l’Europeo”.


