
Belluno, 20 dicembre 2019 – Una provincia che ritorni elettiva, per dare dignità all’Ente. Lo ha detto il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, a margine del tradizionale incontro di fine anno con i dipendenti che si è tenuto oggi a Palazzo Piloni.
Padrin, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di rafforzare i rapporti con la Regione del Veneto e i percorsi legati all’autonomia. Ed ha illustrato i 4 tavoli di lavoro che sono stati individuati: Infrastrutture, Turismo, Lavoro, Welfare.
Il presidente, parlando dei lavori, ha ricordato il progetto di elettrificazione della ferrovia che sarà completato nel corso del 2019. E i progetti futuri, che saranno portati secondo la volontà che emergerà dal tavolo delle Infrastrutture, il Treno delle Dolomiti, la variante di Longarone e il prolungamento autostradale.
Sull’Edilizia scolastica e i Fondi di confine è intervenuto il consigliere competente Sisto Da Roit per un consuntivo dei lavori eseguiti nell’anno corrente. La maggior parte dei quali ha riguardato l’adeguamento alle norme antisismiche degli istituti scolastici.
Pier Luigi Svaluto Ferro, consigliere con deleghe all’Urbanistica e Impianti a fune, ha auspicato il ritorno alla provincia elettiva, posto che la legge Delrio che avrebbe dovuto occuparsi delle province montane non è stata più attuata.
Gianluca Lorenzi, consigliere con deleghe ai Trasporti ha illustrato nel dettaglio la situazione di collegamenti invernali e estivi in provincia.
Francesca De Biasi, consigliere al Welfare, Identità territoriale, e Pari opportunità, ha posto l’accento sul problema del gioco d’azzardo (in provincia si bruciano 1.500 euro pro capite), ed ha parlato delle Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), ossia la facoltà di esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari.
Ivan Minella, consigliere con deleghe all’Innovazione tecnologica, Patrimonio e Politiche europee, ha parlato dell’adeguamento informatico della Provincia, e del trasferimento del Provveditorato nella sede provinciale.
Franco De Bon, consigliere con deleghe a Caccia e pesca e minoranze linguistiche, ha trattato il tema della fauna selvatica riferito alle ripercussioni nell’agricoltura, bacini di pesca e allevatori. Nel 2017 sono stati abbattuti 481 cinghiali e 35 cormorani. Inoltre ha annunciato un convegno nazionale a Belluno sui grandi carnivori, in particolare il lupo.
Massimo Bortoluzzi, consigliere delegato alla Difesa del suolo, si è soffermato sulla gestione dell’emergenza, con 1.500 segnalazioni nelle giornate dell’emergenza maltempo, 200 censimenti di dissesti, 87 abitazioni, che hanno coinvolto 26 comuni su un totale di 64. Con gli interventi effettuati per i quali sono stati stanziati dalla Provincia 1,5 milioni subito e altri 4 milioni nel 2018. Un totale di 3mila volontari, provenienti anche da altre Regioni, che hanno collaborato ai soccorsi. Bortoluzzi, inoltre, ha sottolineato l’efficienza nella gestione dell’emergenza e della comunicazione, con la chiusura delle scuole e gli altri provvedimenti attuati, che hanno scongiurato la perdita di vite umane.


