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Sbocco a Nord. Vivaio: ferrovia e autostrada, una scelta non esclude l’altra

“Dispiace vedere che ancora una volta non c’è coesione fra i sindaci del territorio. Non c’è mai stata sul percorso del trenino delle Dolomiti (Val del Boite, Val d’Ansiei, inventiamoci un terzo tracciato. Aspettiamo il quarto ormai). La realtà è che non c’è una visione strategica sullo sviluppo del territorio”.

Lo dichiara in una nota l’Associazione Vivaio Dolomiti.

“Treno e autostrada – prosegue la nota  – sono due infrastrutture completamente diverse, e l’una non esclude assolutamente l’altra, come si continua a voler sostenere da parte di alcuni”!

“Il Bellunese ha estremo bisogno di uno sbocco a Nord, come sostiene e certifica anche un ente autorevole come la Cgia di Mestre. Il treno non garantirà alcuna soluzione al problema dello spopolamento delle nostre vallate, un dramma da contrastare al più presto se non vogliamo che il Bellunese muoia definitivamente, né aiuterà le attività del nostro territorio a sopravvivere.

L’autostrada non sarebbe affatto una via di fuga verso il centro Europa, come sostiene ancora qualcuno. Tutt’altro. La stessa Cgia di Mestre (il cui studio sul Bellunese era stato commissionato dalla Provincia, non da Vivaio Dolomiti) certifica che darebbe valore aggiunto ai territori da essa attraversati.
Prima di citare la Convenzione delle Alpi, aggiungiamo, bisognerebbe leggerla in tutte le sue parti.

Ricordiamo anche che sono stati usati i soldi del Fondo Comuni di confine per il trenino delle Dolomiti in quanto Trenitalia si è rifiutata di spendere denaro per studi su un progetto che è ritenuto insostenibile.
Disorienta infine vedere che gruppi politici e non solo che in Piemonte lottano contro la Tav (un treno transfrontaliero), sostenendo che il futuro della mobilità va su gomma, nel nostro territorio invece esprimono concetti diametralmente opposti.

Comprendiamo ed è lecito che ognuno tifi per il proprio sport – conclude la nota di Vivaio – ma fra infrastruttura stradale e ferrovia c’è la stessa differenza che passa fra il calcio e le bocce. Con rispetto per entrambi, ovviamente, si comprenderà che i due sport muovono economie completamente diverse”.