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mercoledì, Settembre 30, 2020
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No ai cacciatori nei piani di abbattimento. Silvia Benedetti: “Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, imperativo ripensare la gestione faunistica”

Silvia Benedetti, deputato

“La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge regionale abruzzese che permetteva ai cacciatori di partecipare all’abbattimento della fauna selvatica, impone un ripensamento alla gestione faunistica da parte di questo Governo”. Questo il pensiero della portavoce alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 217/2018 del 24 ottobre depositata il 29 novembre 2018, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 44 della legge regionale n.10 del 2004 sulla caccia, nella parte in cui, al quinto periodo del comma 2, statuisce che le guardie venatorie, nel dare attuazione ai piani di abbattimento di specie di fauna selvatica, “possono avvalersi”, tra l’altro, anche “dei cacciatori iscritti o ammessi agli ATC interessati, nominativamente segnalati dai comitati di gestione”, e annovera questi ultimi, alla lettera c) del comma 6, fra coloro che attuano tali piani.

“La sentenza – dichiara l’onorevole Benedetti – legittima quanto avevo sottolineato al Ministro delle Politiche Agricole Centinaio ad inizio legislatura, ovvero la necessità di una nuova gestione faunistica ad oggi assente, e del bisogno di una separazione dalla caccia, quando i cacciatori non sono adeguatamente formati e guidati. Ad ora sussiste una commistione con effetti negativi sul controllo della fauna, come Centinaio stesso ha appurato nei giorni scorsi quando ha incontrato gli assessori regionali all’Agricoltura. I danni prodotti alle imprese, ammontanti a circa 300 milioni di euro, dimostrano l’inefficacia delle misure in vigore. Bene che il Ministro abbia richiesto un tavolo interministeriale per affrontare la tematica, ma se l’approccio non sarà diverso rispetto al passato si rivelerà inutile”.
“Questi fatti devono far riflettere la Lega sull’importanza di introdurre normative che seguano un programma serio riguardo la gestione faunistica ed ambientale”, termina la deputata. “Non come avviene in Veneto, dove vengono attuate azioni di contenimento dei cinghiali inefficaci e l’unico censimento credibile è quello degli abbattimenti, come avviene nel Parco Colli Euganeo. Parco che ha visto la nomina di un nuovo Commissario Straordinario pochi mesi fa, una figura che non garantisce una programmazione ed un rilancio del Parco stesso”, termina la deputata.

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