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martedì, Settembre 29, 2020
Home Arte, Cultura, Spettacoli Appuntamenti Il 1° novembre apre la Torre civica 

Il 1° novembre apre la Torre civica 

Dopo il successo registrato nel febbraio 2017, nella giornata del 1° novembre il Gruppo Fai Giovani di Belluno, in collaborazione con il comune di Belluno, torna ad aprire al pubblico la Torre civica del capoluogo, permettendo la salita, la visione del bel panorama sulla città e il racconto della sua storia.

La visita alla torre si inserisce all’interno di una iniziativa che vuole ricordare il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, “100 anni di sveglia alla città”, con la partecipazione della Filarmonica di Belluno e il coro dei bambini 2020 diretto dalla maestra Anna Reolon. Alle ore 11 ci sarà il suono della campana civica in ricordo dell’ingresso in Città delle truppe di Liberazione e a partire dalle 11.30 (turni di visita ogni 30 minuti) i volontari del Fai Giovani accompagneranno gruppi di massimo 20 persone alla scoperta della torre. Al mattino le visite saranno dalle 11.30 alle 13 (ultimo accesso alle 13) e nel pomeriggio dalle 14 alle 17 (ultimo accesso alle 17). Le prenotazioni vanno effettuate in loco fino ad esaurimento dei posti disponibili. Viene chiesto un contributo a partire da 3 euro, che sarà destinato agli interventi di recupero e restauro di Monte Fontana Secca – Col di Spadarot in comune di Quero, sito storico e naturalistico con malghe e trincee della Prima Guerra Mondiale.

La torre faceva parte del complesso dell’antico castello-palazzo del vescovo di Belluno. Dal 1403 divenne torre della città, quando il Maggior consiglio vi collocò la campana pubblica che serviva alla comunità bellunese per scandire il tempo della vita cittadina, come le assemblee del consiglio dei nobili, e per avvisare la popolazione dei pericoli di incendi. Durante l’età veneziana era collegata al palazzo dei rettori attraverso un “ponte” di legno. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1873, fu in parte demolita e ricostruita con un nuovo aspetto, in uno stile di revival neomedievale, tipico del gusto dell’epoca: coronamento merlato ed eleganti bifore sulla cella campanaria. Un successivo terremoto, del 1936, causò ingenti danni e la ricostruzione che ne seguì portò la torre all’aspetto attuale.

L’ingegnere che diresse i lavori di ricostruzione nel 1874-75 – Giorgio Pagani Cesa – decise «che si rendesse praticabile la sommità» della torre «a chi volesse guardarvi il magnifico panorama della vallata»: auspicio veramente avveratosi con le aperture proposte dal Fai Giovani. In tempi recenti infatti il comune di Belluno ha reso praticabile e agibile la cella campanaria con la realizzazione di un nuovo soppalco in legno.

Giorgio Reolon

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