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Incentivi all’idroelettrico. Il Pd dice no e chiede alla Regione di confermare quanto previsto dal decreto ministeriale

Irma Visalli

“Sposiamo con convinzione l’appello fatto dal Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi – Free Rivers Italia alle regioni italiane, quindi anche al Veneto, ed auspichiamo che in Commissione Stato Regioni la bozza di DM Incentivi alle Fonti Energetiche sia confermato e non subisca alcun cambiamento peggiorativo per quanto riguarda il freno agli incentivi per gli impianti idroelettrici su corsi d’acqua naturali”.

Lo sostiene Irma Visalli, Responsabile ambiente della segreteria del Partito Democratico del Veneto.

“Il decreto va infatti nella direzione da noi auspicata quando, alla fine della scorsa legislatura un gruppo di nostri parlamentari veneti, nello specifico l’onorevole Diego Zardini e l’onorevole Roger De Menech, insieme alla sottoscritta, responsabile ambiente e montagna della segreteria regionale del PD, hanno organizzato un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico tra i rappresentanti dei Comitati e Associazioni nazionali e locali a difesa dei fiumi e con l’allora vice ministro Teresa Bellanova per sottoporre all’attenzione sua e dei dirigenti del Ministero, la questione dell’idroelettrico e la necessità, sollecitata da moltissimi amministratori e associazioni di cittadini nei territori montani, di fermare gli incentivi soprattutto per quanto riguarda il mini idroelettrico nei corsi naturali del nostro sistema fluviale.

Ci sembra opportuno sottolineare – prosegue Visalli – che la bozza di DM incentivi mantiene l’incentivazione per gli impianti che vengano installati su acquedotti, fognature e reti artificiali.
Ora il decreto del ministero sposa questa causa e noi non possiamo che esserne felici. Riteniamo infatti che, al di là di chi sta al governo e delle diverse posizioni di parte, sia essenziale arrivare al risultato sperato. Quando la politica è fatta per dare risposte, questa non può fermarsi ad un cambio di governo, serve assolutamente darle continuità. E non possiamo che dirci soddisfatti del fatto che alla fine il Ministero abbia compreso quanto fosse urgente assumere decisioni a protezione di fiumi e torrenti e fermare gli incentivi poiché ovunque, su tutto l’arco alpino ma anche su tutto il territorio nazionale, il limite dello sfruttamento si è superato da molto tempo.

Oggi quindi non possiamo che appoggiare l’appello fatto alle Regioni da Free Rivers Italia.
Vigileremo, con l’azione attenta dei consiglieri regionali del PD, perché il decreto sia confermato dalla Regione Veneto, convinti che seppur non risolutivo, il Decreto è sicuramente un passo importantissimo verso lo stop allo sfruttamento dell’acqua a meri fini economici per la salvaguardia del territorio montano e delle sue risorse primarie.
È arrivata l’ora di fermare una “predazione” – conclude Irma Visalli –  che, dal Vajont ad oggi, ha sempre sovrastato le voci di chi nel territorio vive e opera”.

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