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Sanità veneta, liste d’attesa. Aceti: “In Italia la spesa privata ha raggiunto il 23% della spesa sanitaria totale, superando il limite del 15% raccomandato dall’Oms”

Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale del Malato

Il tema delle liste d’attesa è uno dei problemi più sentiti dal Sistema Sanitario Nazionale ed è stato uno degli argomenti affrontati nella Summer School di Motore Sanità a Gallio lo scorso venerdì. “La Regione Veneto ha messo tra le priorità la lotta alle liste d’attesa attuando una strategia d’intervento mediante azioni dirette che intervengono sul fronte della domanda e dell’offerta. L’obiettivo che la Regione si è posta è quello di rendere tempestiva l’erogazione delle prestazioni – ha sottolineato Domenico Scibetta, direttore generale dell’Ulss Euganea – attraverso alcuni strumenti. Per quello che riguarda l’offerta si parla di aperture serali prefestivi e festivi, oltre ad una richiesta di maggior impegno ai medici di base facendo ricorso a strumenti contrattuali. Interventi anche sulla domanda, con raggruppamenti di attesa omogenei e appropriatezza prescrittiva. Interventi anche sulla comunicazione al paziente con una reportistica online”.

Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale del Malato ha sottolineato come “in Italia la spesa privata abbia raggiunto quota 23 per cento rispetto alla spesa sanitaria totale, superando il limite del 15 per cento raccomandato dall’Oms. Per sostenere il bisogno di salute senza intaccare i redditi dei cittadini è urgente ridurre la spesa privata rafforzando così la copertura sanitaria pubblica e contrastando le attuali disuguaglianze”. Secondo Aceti servono quindi politiche sanitarie per l’accesso al Servizio sanitario nazionale in grado di agire fortemente sulle liste d’attesa, sulla riduzione del ticket, sull’efficienza e sull’innovazione organizzativa, sull’investimento e sull’innovazione nelle politiche del personale sanitario, nonché sulla semplificazione amministrativa”.

Vanno quindi messe in atto azioni precise:

Un programma di mandato a livello nazionale ed internazionale, va dato peso all’indicatore di attesa nel ruolo del Sistema sanitario nazionale di garanzia dei Lea.

E’ altresì fondamentale agire sulla domanda attraverso politiche dell’appropriatezza clinico-prescrittiva e attraverso codici di priorità – come ha sottolineato anche il dottor Scibetta .

Importante anche agire sull’offerta aumentando la capacità produttiva, attraverso l’estensione degli orari e giorni, creazione di percorsi di garanzia, presa in carico dei cronici da parte delle strutture senza che il paziente ritorni al Cup. Non ultimo aumentare i canali di prenotazione.

È necessario anche investire sul personale sanitario e di conseguenza innovare le politiche partendo dalla valorizzazione delle competenze.

Per Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità, “Il problema delle liste d’attesa non è dovuto alla mancanza di fondi finanziaria, ma da un fattore di erogazione: più le attese aumentano e più lievitano i costi. Una soluzione potrebbe essere quella adottata dal Portogallo attraverso il rilascio di voucher”.

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