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domenica, Aprile 11, 2021
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Liberazione della Città di Belluno. Due camminate per la rievocazione

Due camminate sulle orme delle truppe italiane che nel novembre 1918 entrarono a Belluno liberando la città: questa l’iniziativa proposta dal Comune di Belluno, insieme al Comune di Limana, AICS Belluno, CAI Belluno e l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, per i prossimi 27 e 28 ottobre.

La presentazione

Francesco Rasera Berna

L’iniziativa è stata illustrata dal Presidente del Consiglio Comunale di Belluno, Francesco Rasera Berna: «Queste camminate chiuderanno le manifestazioni per i 100 anni dalla fine della Prima Guerra mondiale. – spiega Rasera Berna – La liberazione della città da parte dei soldati italiani mise fine al terribile an de la fan, e avvenne il primo novembre 1918: abbiamo scelto di anticipare le escursioni al 27 e 28 ottobre per non sovrapporle alle tradizionali cerimonie cittadine».
Le camminate uniranno Revine, in provincia di Treviso, a Belluno, ed il percorso sarà diviso in due giornate: nella prima, si salirà da Revine fino a Valmorel, mentre il giorno seguente si scenderà da Valpiana fino al capoluogo: «Ripercorreremo i sentieri percorsi dai primi soldati entrati a Belluno – illustra Rasera Berna – perchè è giusto conoscere i luoghi dove si è fatta la storia della nostra città».

I percorsi e le iniziative

Sabato 27 ottobre, la camminata si snoderà da Revine a Valmorel, in comune di Limana, lungo la Strada delle Musse (sentiero CAI n. 1032). La partenza è fissata per le 9.00; verso le 12.00 è previsto l’arrivo e la sosta per il pranzo a Pian de le Femene; alle 13.30 la ripartenza, per arrivare intorno alle 15.30 a Valmorel. Il percorso prevede un dislivello positivo di circa 900 metri.
Alle 18.30, ci sarà una semplice deposizione di un mazzo di fiori presso la lapide ai caduti ’15/’18, alla cappella dedicata a Sant’Antonio, mentre dalle 20.00, al “Centro Natura e Cultura al Vejò” di Valmorel, si parlerà, con l’ausilio d’immagini, della liberazione di Belluno del 1° novembre 1918. Sarà anche possibile dormire in Valmorel, previa prenotazione.
Domenica 28 il gruppo partirà dalla baita degli alpini in Valpiana alle 9.00, poi un passaggio a Ceresera, l’attraversamento del Torrente Cicogna, la posa di un mazzo di fiori davanti al Monumento ai Caduti 15/18 a Castoi, e alle 12.00 l’arrivo a Castion. Qui si uniranno alla comitiva il Reparto Salmerie di Vittorio Veneto con i muli, il gruppo “Caimani del Piave” con le divise militari d’epoca, una rappresentanza dell’Arma dei Bersaglieri con la fanfara e dell’A.N.A. Dopo un’ora, la ripartenza, con il passaggio al Ponte della Vittoria, dove si unirà al gruppo di cammino la banda “Filarmonica di Belluno 1867”, fino all’arrivo in Piazza dei Martiri con il concerto finale e spuntino per tutti. Alle 16.00 si esibirà anche il Coro C.A.I. di Belluno.
Si può partecipare ad una sola o ad entrambe le escursioni; è necessaria l’iscrizione tramite il sito https://www.bellunourbanmarathon.it/rievocazione-della-liberazione-di-belluno-2/ dove sono reperibili anche il regolamento e le informazioni per il pernottamento in Valmorel; il costo dell’iscrizione è di 10 euro.

I commenti

«Questo, oltre a essere una interessante manifestazione storica e naturalistica, è un percorso importante per la memoria collettiva della nostra città, insignita della Croce di Guerra e della Medaglia d’oro al Valor Militare», sottolinea il vicesindaco del Comune di Belluno, Lucia Olivotto.
Le fa eco il consigliere delegato per turismo e cultura del Comune di Limana, Moreno Gioli: «Questo evento non sia solo un momento di ricordo, ma una riflessione sui rischi legati al ritorno dei nazionalismi esasperati al quale stiamo assistendo».
Il percorso è stato studiato da Roberto Mezzacasa, dell’Isbrec: «Abbiamo ricostruito tramite i documenti la storia e il percorso affrontato dalle truppe italiane. Dopo un lungo periodo di studio, possiamo affermare che i primi ad arrivare a Belluno furono gli uomini del 254° reggimento fanteria della Brigata Porto Maurizio».
Ad accompagnare gli escursionisti, anche gli esperti del CAI: «Sarà un enorme piacere dare sostegno a chi ne avrà bisogno. Sarà emozionante anche per noi arrivare a Belluno ripercorrendo questi percorsi», rimarca Sergio Chiappin, presidente della sezione CAI di Belluno.

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