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Audizione in Commissione Bilancio. Massaro: «Regna la confusione»

Jacopo Massaro, sindaco di Belluno

Roma, 4 settembre 2018  –  Audizione in Commissione Bilancio sul decreto MilleProroghe questo pomeriggio a Roma per una ventina di sindaci dell’Anci, tra questi, anche il Primo cittadino di Belluno, Jacopo Massaro.

«Regna ancora una grandissima confusione – il commento di Massaro all’uscita dall’incontro – anche tra i deputati, soprattutto di maggioranza, molti non conoscono gli aspetti e i funzionamenti del bando periferie. Si è fatta confusione tra spese correnti e spese di investimento, o gli avanzi di amministrazione con le risorse dello Stato».

L’obbiettivo dei sindaci ora è quello di spiegare ai singoli deputati l’obbiettivo, il meccanismo e i rischi legati al bando periferie: «Con i parlamentari con cui siamo riusciti a parlare e ad affrontare approfonditamente l’argomento, siamo già riusciti ad arrivare ad un cambio di posizione. – spiega Massaro – Ora tutti noi sindaci dobbiamo lavorare affinché i nostri deputati abbiano chiaro fino in fondo il quadro della situazione».

Il problema non è solamente politico, vista la trasversalità della delegazione Anci presente a Roma, ma amministrativo e finanziario: «Il presidente di Anci, Antonio Decaro, ha ben spiegato i problemi che derivano dal congelamento di fondi a posteriori, dopo che questi sono già stati spesi in larga parte dai comuni. – spiega Massaro – Si è sottolineata poi la responsabilità erariale di chi dovesse sostenere l’approvazione di questo congelamento».

Per quanto riguarda la questione politica, «si è evidenziato come si blocchino 3 miliardi di euro di investimenti per risparmiarne uno, col rischio di perderli definitivamente con l’abbandono dei progetti da parte dei partner. – continua il primo cittadino – È poi inconcepibile che lo Stato congeli risorse proprie per autorizzare i Comuni a spendere soldi che hanno già: i comuni potrebbero spendere solo il 2,5-3% del loro avanzo, quindi Belluno perderebbe 35 milioni di euro di opere per avere dallo Stato l’autorizzazione a spendere 50mila euro. Non va dimenticato, poi, che i comuni assegnatari del bando periferie non hanno potuto partecipare ad altri bandi nazionali: come risarcire questo danno? I progetti di rigenerazione, infine, si occupavano anche di ponti, scuole, infrastrutture, ed ora il Governo vuole bloccare questi interventi mentre continua a parlare della necessità e dell’urgenza degli interventi su queste strutture».

L’obbiettivo quindi, da qui al prossimo passaggio in aula, è «informare correttamente i deputati sulla reale portata del fenomeno, affinché cambino questa decisione, non solo per il bene delle nostre città, ma di tutte le comunità e di tutti i cittadini».

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