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Servizio di sicurezza e soccorso in montagna. Sap: “Servono altri 5 poliziotti tra Cortina d’Ampezzo e San Vito di Cadore”

Belluno, 26 agosto 2018 – Per stabilire quanti saranno effettivamente i poliziotti impiegati in servizio di sicurezza e soccorso sulle piste bellunesi nella prossima stagione invernale, sarà decisiva la riunione del 28 agosto, al Ministero, tra i vertici del Dipartimento della P.S. e le organizzazioni sindacali di categoria.

Riteniamo che l’aliquota di personale (10 operatori) ad oggi complessivamente prevista per “Cortina d’Ampezzo – San Vito di Cadore” e “Falzarego Lagazuoi” sia del tutto insufficiente per far fronte alle esigenze che il servizio in questione impone – afferma la Segreteria provinciale del Sap di Belluno – e lo abbiamo esplicato chiaramente in una lunga nota inviata al Ministero. Nella scorsa stagione invernale, i passaggi registrati nei comprensori di competenza del Commissariato di P.S. di Cortina d’Ampezzo sono stati quasi 5 milioni (4.884.217); il personale impiegato ha identificato oltre 1700 persone; 771 sono stati i soccorsi effettuati a persone infortunate, pari a circa il doppio, rispetto alla media nazionale degli interventi rilevati negli altri comprensori; di detti interventi, circa 90 hanno comportato l’avvio di procedimenti penali e sono stati inoltre effettuati circa 40 interventi di Polizia giudiziaria e altrettanti di Polizia amministrativa. Se l’impiego di 3 unità nel comprensorio “Falzarego Lagazuoi” può considerarsi sufficiente, altrettanto non si può dire per le 2 unità impiegate su San Vito di Cadore e le 5 unità impiegate su Cortina.

L’utilizzo di 2 soli poliziotti a San Vito di Cadore non è sufficiente a garantire con continuità ed efficacia il servizio se non contravvenendo alla specifica “possibilità per tutti gli operatori che svolgono tale servizio di sicurezza e soccorso in montagna, di poter fruire del riposo settimanale, senza eccezione alcuna, durante la loro permanenza nelle rispettive località montane di servizio”, peraltro ben rimarcata nella specifica circolare ministeriale; diversamente, durante la fruizione da parte di uno dei due operatori del riposo settimanale, il secondo operatore si vedrebbe costretto ad espletare l’attività da solo, il che è impossibile sia per la tipologia del servizio, sia per le esigenze di sicurezza e tutela del personale di Polizia, non essendo ipotizzabile, concepibile e concepita, una pattuglia composta da una sola persona. Considerare San Vito di Cadore facente parte del comprensorio di Cortina d’Ampezzo – prosegue il Sap bellunese – significa non avere alcuna conoscenza del territorio, ed è veramente triste constatare – ancora una volta – che c’è chi dispone senza conoscere.

L’area sciistica di San Vito costituisce un comprensorio a sé stante, non collegato in alcun modo a Cortina d’Ampezzo, ubicato nel territorio di altro Comune distante da Cortina quasi 15 kilometri; raggiungibile tramite una strada che, particolarmente trafficata nei periodi turistici, richiede spesso una percorrenza in macchina anche di 30/40 minuti. Insufficienti a parer nostro – afferma il Sap – sono poi le 5 unità con le quali si intende ancora una volta vigilare su Cortina l’area sciistica delle Tofane, che si compone dei circuiti di Socrepes, la Tofana bassa, la Tofana alta, Pocol, Col Druscié e Ra Valles, per un totale di 44 kilometri, 33 piste e 15 impianti di risalita. Il circuito di Ra Valles, in particolare, ubicato in cima alle Tofane, è servito unicamente da una funivia suddivisa in due tronconi, e necessita di una vigilanza a sé, in considerazione della sua posizione isolata dalle restanti aree, nonché dei rilevanti tempi richiesti per essere raggiunto.

E’ evidente che le 5 unità deputate a svolgere il servizio nell’area delle Tofane (sempre valendo la necessità di concedere i previsti riposi settimanali, senza pregiudicare la continuità del servizio e la sicurezza degli operatori) non consentono di coprire adeguatamente il comprensorio, che richiederebbe almeno tre pattuglie: una per i circuiti di Socrepes e Pocol e parte della Tofana bassa, una per i circuiti della Tofana alta, parte della Tofana bassa e Col Druscié, la terza per il circuito di Ra Valles. Durante la scorsa stagione invernale 2017-2018, il servizio di sicurezza e soccorso in montagna è stato effettuato, nell’area delle Tofane, destinando 4 unità ai circuiti di Socrepes, Tofana bassa, Tofana alta, Pocol e Col Druscié e 1 sola unità al circuito di Ra Valles, decisione del tutto inaccettabile sotto il profilo della sicurezza individuale dell’operatore.

Attendiamo il  28 agosto – conclude il Sap bellunese – per capire se al Ministero avranno capito.
Ufficio Stampa Sap Belluno

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