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Blocco fondi periferie. De Menech: “Tagli lineari rozzi e dannosi. Sciocco mettere in contrasto le città con gli altri Comuni. A Belluno erano previste opere a servizio di tutta la provincia”

Roger De Menech, deputato Pd

Belluno, 14 Agosto 2018 _ «Siamo di fronte a tagli di risorse ai Comuni fatti in modo lineare e, possiamo dirlo abbastanza, rozzo che però farà danni consistenti e diffusi. Bisogna essere onesti: il blocco dei fondi assegnati ai comuni capoluogo dal governo Renzi per il recupero dal degrado urbano in favore di maggiori spazi di bilancio per tutti i comuni italiani costituiscono una riduzione delle risorse per le città e fermano investimenti privati e lavori per un valore superiore a 3,5 miliardi di euro». Il deputato veneto Roger De Menech il 7 agosto scorso aveva lanciato l’allarme su quanto stava accadendo in parlamento a opera della maggioranza Cinque Stelle – Lega. Dopo qualche giorno la situazione è diventata palese a tutti, soprattutto gli amministratori, che si stanno organizzando per contrastare il provvedimento approvato al Senato.

«Per prima cosa va detto che un primo consistente sblocco di avanzi di amministrazione per tutti i Comuni lo abbiamo già fatto e vale per i prossimi sei anni. Con la legge di bilancio del 2016, il governo del Pd aveva sbloccato per gli enti locali avanzi di amministrazione pari a 900 milioni l’anno per il 2018 e il 2019 e 700 milioni di euro l’anno per il periodo 2020-2023. In totale quindi si tratta di 4,6 miliardi di euro. C’era bisogno di proseguire su questa strada? Probabilmente sì, perché gli avanzi di amministrazione sono risorse altrimenti ferme, ma si poteva fare senza toccare i 500 milioni di euro assegnati direttamente ai Comuni pe rla riqualificazione delle periferie. Quesi fondi generano investimenti, opere e occupazione per 3,5 miliardi di euro. Senza contare che da molti anni nessuno si è occupato di agire nelle zone più degradate delle nostre città».

Inoltre, nota il deputato veneto, «io mi auguro che i parlamentari di tutti i partiti e di tutti i territori si impegnino a trovare risorse aggiuntive, non a spostarle mettendo in contrasto città e comuni limitrofi. Per Belluno poi, un’operazione simile risulta ancora più stupida, poiché molti dei progetti avanzati dall’amministrazione riguardano spazi e attività che sono chiaramente a servizio di tutto il territorio provinciale, come la riqualificazione del piazzale della stazione e la creazione di un polo di interscambio modale».

«A settembre alla Camera speriamo di modificare il provvedimento», afferma De Menech. «Certo da soli come Pd non abbiamo i numeri, ma confidiamo di convincere molti colleghi. Anche se, dalle dichiarazioni di molti leghisti sembrano o non aver capito la portata dei tagli o più semplicemente fanno finta di nulla».

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