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Vaccinazione anti tetanica: le indicazioni del ministero della Salute, Regione e Ulss

La Regione del Veneto, ha trasmesso alle Aziende sanitarie la recente circolare del ministero della Salute relativa alle “Indicazioni in merito alla vaccinazione anti- tetanica” sottolineandone l’importanza per la protezione individuale, considerato il continuo verificarsi di casi nella nostra Regione (24 casi nel quinquennio 2013/2017).
In sintesi, la circolare fornisce, tra l’altro, alcune precisazioni a seguito delle segnalazioni di difficoltà a reperire sul territorio nazionale il vaccino anti-tetanico monovalente da parte di cittadini ed operatori sanitari.
La vaccinazione anti-tetanica è necessaria per il completamento della profilassi a seguito di morsi e ferite lacere o punture, ustioni o ulcere profonde, ed è obbligatoria per alcune categorie di lavoratori.
La circolare raccomanda un’adeguata informazione ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, ai servizi vaccinali e ai pronto soccorso in merito al fatto che il ciclo di base e gli eventuali richiami possono essere effettuati anche impiegando vaccini multi – componenti in cui, ad esempio, oltre alla componente anti-tetanica sia presente la componente anti – difterica e quella anti- pertussica (dTpa)
Tali combinazioni sono preferibili al vaccino monocomponente anti-tetano in quanto il Piano nazionale di Prevenzione vaccinale (PNPV 2017- 2019) raccomanda, nei soggetti adulti, il richiamo di una dose di vaccino dTpa ogni 10 anni, al fine di garantire una protezione immunitaria anche nei confronti di difterite e pertosse.
Pertanto, l’accesso da parte dell’utente per profilassi anti-tetanica, pre o post esposizione, dovrà essere considerato occasione opportuna per offrire o promuovere il vaccino combinato.
La circolare ricorda inoltre che la vaccinazione, anche in caso di profilassi post – esposizione, è gratuita presso le strutture del SSN ed è fortemente raccomandato registrare la somministrazione negli archivi vaccinali informatizzati delle ASL e fornire un certificato vaccinale al cittadino, residente o meno nella ASL dove è stata erogata la prestazione.
L’Azienda ULSS 1 ha già provveduto ad inviare il documento ai servizi di pronto soccorso aziendali e al responsabili delle cure primarie dei due distretti territoriali, per la diffusione dei contenuti ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, per quanto di competenza.

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