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venerdì, Novembre 27, 2020
Home Cronaca/Politica Le incomprensibili preoccupazioni della Chiesa dinanzi a nuovo governo democraticamente insediato

Le incomprensibili preoccupazioni della Chiesa dinanzi a nuovo governo democraticamente insediato

“In questi giorni “difficili” per la nostra Nazione, non possiamo non cogliere l’appello di una situazione socio-politica che ci riguarda tutti e ci coinvolge, dove fragilità, precarietà e disorientamento si sono manifestate come non mai a livello del nostro vivere civile. La sua dimensione politica e istituzionale ci hanno seriamente preoccupati. In qualche momento abbiamo avuto la sensazione di aver perso i riferimenti valoriali e istituzionali di un sano e promettente impegno per il bene comune”.
Inizia così la lettera datata 1° giugno 2018 del vescovo di Belluno indirizzata ai fedeli, presbiteri e diaconi, pubblicata sul sito ufficiale della Diocesi, dove sollecita i cittadini, le istituzioni e ogni soggetto sociale, culturale e politico “a un senso di responsabilità, perché la vita civile sia riportata alla sua più profonda finalità di bene comune e di giusta e pacifica convivenza sociale”.
Chi scrive, evidentemente digiuno dalla dialettica confessionale, è sobbalzato sulla sedia leggendo il messaggio titolato “Giornata di preghiera per la Nazione”, perché temeva gli fosse clamorosamente sfuggito un qualche proclama a reti unificate del nuovo premier, laddove si annunciava la dichiarazione di guerra a una qualche potenza straniera.
Accertato che non è successo nulla di tutto ciò, né risulta sotto attacco lo Stato del Vaticano da qualsivoglia formazione occulta o palese, ho cercato di ricordare se vi fossero stati simili precedenti in corrispondenza dell’insediamento di un nuovo governo. Ma non sono a conoscenza di prese di posizione, di appelli, preoccupazioni e inviti alla riflessione per un governo legittimamente insediato.
Ciò che mi ricordo, invece, è, ad esempio, la complicità della Chiesa cattolica nella fuga in Argentina dei criminali nazisti.
Non si capisce, dunque, questa “Preghiera per l’Italia” a fronte di una scelta democratica, quando in passato questa stessa Chiesa non abbia avuto grandi preoccupazioni nello strizzare l’occhio ai carnefici della peggiore specie.
“A Cesare quel che è di Cesare”, il governo dello Stato italiano è di Cesare.

Roberto De Nart

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