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Elettrodotto. Comitati civici: Terna riveda il progetto bellunese come fatto in Riviera del Brenta

“Terna ha ritirato il progetto dell’elettrodotto Dolo-Camin (Riviera del Brenta) per predisporre una soluzione migliorativa e concertata con il territorio. Non possiamo che esserne felici, perché dimostra che quando ci sono volontà e compattezza le cose si ottengono”.

Lo fanno sapere attraverso una nota stampa i Comitati civici della Valbelluna, che da anni oramai stanno seguendo la questione dell’elettrodotto in provincia di Belluno.

“In Riviera – prosegue la nota –  gli amministratori locali hanno nominato dei tecnici, professionisti e competenti, per discutere con il proponente il progetto. In particolare il prof. Giovanni Campeol e l’ingegner Ariano Mantuano, gli stessi che hanno lavorato anche nel Bellunese. Nessun sindaco, come hanno più volte dichiarato gli stessi amministratori durante gli incontri cui abbiamo partecipato, si è mai presentato da Terna da solo, a differenza dei nostri. Tutti gli amministratori hanno saputo compattarsi e portare avanti una posizione unitaria, superando i particolarismi e gli egoismi e guardando al bene comune di un’intera zona. Alla miopia la Riviera del Brenta ha saputo sostituire la lungimiranza: nessuno ha mai detto no a Terna, ma sì a un buon progetto, con le linee interrate e non piloni alti 50-60 metri davanti a ville di pregio e vicino ai paesi.

Agosto 2014 manifestazione dei Comitati a Cortina

Gli amici della Riviera, con i quali abbiamo collaborato (e continueremo a farlo), i sindaci e il comitato “No elettrodotto aereo” hanno ottenuto quello che noi chiediamo da sempre per il nostro territorio: il ritiro del progetto per discutere il miglior intervento con chi il territorio lo abita e lo amministra. Questa vittoria (della battaglia, non certo della guerra) la sentiamo anche un po’ nostra, perché in tutta Italia si fa tesoro di quanto svolto dai Comitati nel Bellunese. Con la Risoluzione 72 approvata dal consiglio regionale Veneto nel 2014 si è chiesto di “riprogettare partendo dai territori”. Esattamente quello che è stato fatto adesso in Riviera del Brenta.
Anche per il progetto Dolo-Camin Terna ha provato a raccontare la favola che da anni racconta da noi: che i cavi non si possono interrare, che il progetto era il migliore, che avrebbe liberato ettari di territorio dai tralicci… ma nessuno ci ha creduto.

In Riviera rivedono il progetto, Brugnaro ha già ottenuto l’interramento dei cavi in laguna, Trentino e Piemonte hanno progetti che prevedono interramenti importanti: perché solo nel Bellunese no?

Le Dolomiti Unesco valgono meno del resto d’Italia?

Forse – concludono i Comitati –  abbiamo solo la sfortuna di avere amministrazioni come quelle di Soverzene e Ponte nelle Alpi, che illuse di risolvere alcuni loro problemi elettrici non si rendono conto che la soluzione non è spostare quattro pali da un luogo a un altro, ma è riprogettare l’intera opera come fatto in Riviera. Guardando alle nuove tecnologie e alla situazione elettrica nel suo complesso”.

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