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Assemblea di Ser.S.A. 6,4 milioni di fatturato, investimenti per 250mila euro. Ma nulla si dice della struttura Villa Bizio Gradenigo ancora chiusa   

Villa Bizio Gradenigo

Si è tenuta giovedì mattina negli spazi della casa di riposo “Gaggia Lante” l’assemblea di Ser.S.A. – Servizi Sociali Assistenziali; a rappresentare il Comune di Belluno, che detiene il 100% della società, l’assessore alle società partecipate Maurizio Busatta, insieme all’amministratore unico, Paolo Santesso, e lo staff amministrativo della società. Nel corso dell’incontro è stato anche approvato il rinnovo dell’incarico di revisore unico per il triennio 2018-2020 a Gianluigi De Biasi.

E’ un bilancio certamente positivo quello presentato nel corso dell’assemblea, come dimostrano i numeri che seguono. Peccato che nulla sia stato detto sulla struttura dismessa alcuni anni fa, che dava ospitalità a una quarantina di anziani bellunesi autosufficienti che vennero sfrattati per chiudere la struttura. Il motivo? Centomila euro l’anno erano troppi per il Comune di Belluno per garantire i servizi, e quindi si preferì chiuderla. Con il risultato che oggi è ancora lì inutilizzata e abbandonata.

I numeri

«Ser.S.A. è uno dei più importanti centri servizio anziani della provincia. – spiega Busatta – Nel 2017 ha conseguito un fatturato di 6,4 milioni con un utile netto di 32 mila euro, avvalendosi di 150 dipendenti di cui 46 part-time. E’ da tenere presente che, in forza dello statuto societario, gli utili sono destinati in via prioritaria a nuovi investimenti e al potenziamento dei servizi gestiti. Garantendo l’equilibrio di bilancio, la società nel 2017 ha realizzato o messo in programma investimenti per circa 250 mila euro, 175mila per nuove attrezzature e 70mila per manutenzioni, e ha consolidato il livello qualitativo dei servizi sia in Casa di riposo, sia nel collegato Centro diurno sia nell’assistenza domiciliare».
«Fra gli obiettivi raggiunti, – sottolinea poi Busatta – c’è il rinnovo dell’accreditamento da parte della Regione per 42 posti letto non autosufficienti di secondo livello (i casi più impegnativi), 92 posti letto non autosufficienti di primo livello, 10 posti letto per la sezione ad alta protezione Alzheimer, 6 posti letto per gli stati vegetativi permanenti e 20 posti per il Centro diurno non autosufficienti».
Elevata anche la copertura dei posti su base annua: 98% in casa di riposo e 81% nel centro diurno.
38, infine, i casi seguiti da maggio a dicembre 2017 all’interno del nuovo progetto Alzheimer a domicilio, realizzato con l’intervento di Fondazione Cariverona, che prevede la consulenza gratuita alle famiglie interessate da parte di professionisti esperti nelle problematiche relative alla demenza: «Ser.S.A. ha cercato di valorizzare l’integrazione e la sinergia tra le attività residenziali e quelle svolte sul territorio per facilitarne conoscenza e utilizzo, – conclude Busatta – tanto che nei primi mesi 2018 l’attività dell’equipe itinerante impegnata in questo progetto si è ulteriormente intensificata».

Le attività

«Questo bilancio molto positivo è il frutto del lavoro svoltosi nello spazio di due amministrazioni, la mia e quella della dottoressa Loredana Barattin, dalla quale ho ricevuto una società in ottima salute. – commenta Paolo Santesso, amministratore unico – Il 2017 è stato un anno contrassegnato dall’attenzione al territorio, con grandi e piccole iniziative».
Tanti i progetti già avviati o prossimi alla partenza: «Innanzitutto, il progetto Interreg E.CA.R.E., su cui l’equipe di Ser.S.A. sta lavorando e che entro l’anno vedrà concretizzarsi le prime azioni. – spiega Santesso – Abbiamo poi aperto gli spazi della casa di riposo, penso ad esempio alla palestra, a nuove attività proposte dall’esterno, sempre in favore della fascia anziana della popolazione». Importanti poi le risposte alle iniziative del progetto Alzheimer: «Buonissimo il riscontro dei Caffè Alzheimer, incontri informali dedicati ai familiari delle persone affette da questa patologia, – racconta ancora Santesso – così come per la “Palestra AgilMente”, dedicata all’attività mentale e cognitiva. Stiamo così consolidando la nostra posizione di riferimento per le buone politiche dell’invecchiamento attivo». Santesso sottolinea inoltre la “buona salute” delle collaborazioni con le altre realtà venete, e non solo, impegnate nelle attività rivolte alla terza età.
«Gli investimenti – conclude Santesso – si sono concentrati sugli arredi, e quindi sulla vivibilità degli alloggi per gli ospiti, e sul rinnovamento degli spazi comuni, sui quali lavoreremo anche nel 2018. Non tralasciamo poi gli aspetti legati alla sicurezza, in particolare ai temi dell’antincendio».

 

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