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L’ex chiesa di S. Piero a Mel potrebbe contenere resti dell’età del ferro. Padovan: “Perché non proseguire con gli scavi archeologici?”

Eugenio Padovan

MEL –”Non è certo una novità di come a livello comunale si stia puntando decisamente sul turismo culturale e ambientale e che molte cose siano state fatte e si stiano ancora realizzando. Ma attenzione, se da un lato stanno andando alla grande, come richiamo, il Castello di Zumelle e le bellezze naturali la Grotta azzurra, altre potenzialità vengono appena sfiorate se non del tutto trascurate”.  A farlo notare è Eugenio Padovan, che da anni segue con attenzione il settore archeologico in provincia di Belluno.

Il riferimento – prosegue Padovan – è alle ricerche archeologiche dell’interno dell’ex Chiesa di S. Pietro che hanno riguardato solo pochi metri quadrati dell’intera superficie, sondati stratigraficamente, sul finire dello scorso anno dall’archeologo Flavio Cafiero in accordo con la Soprintendenza. Poco si sa di quello che è stato messo in luce tuttavia, anche se nulla è trapelato è sufficiente guardarsi d’attorno e consultare, ad esempio, pubblicazioni come l’Archivio Storico di Belluno, Feltre e Cadore o il volume di Sauro Francescon e Nino Sartori “Mel. Storia e leggende arte e usanze”. Proprio in quest’ultimo vi si legge come, la più antica chiesa della zona sia proprio quella di S. Pietro risalendo, probabilmente, al V sec. d.C..

Mel – Ex chiesa di S. Pietro

Ma rimanendo sulla questione archeologica, uno degli autori, il benemerito Nino Sartori, annotava come l’edificio “meriterebbe assaggi e scavi condotti tecnicamente, i quali potrebbero evidenziare le caratteristiche di un tempio sicuramente antico” . Dalla pubblicazione del libro nel 1991 sono trascorsi quasi trent’anni e l’occasione, per dar seguito agli auspici di Sartori si è presentata. Purtuttavia, da quanto si è inteso, non vi sarebbe alcuna intenzione di procedere con uno scavo estensivo che interessi tutta la superficie interna della chiesa. Eppure, oltre alla certa possibilità di scoprire i resti della primitiva chiesa, ci sarebbe un ulteriore motivo per comprendere il perché delle considerazioni di Alberto Alpago Novello secondo le quali “dovrebbe esistere nella località di S. Pietro un nucleo abitato, il cui cimitero era la necropoli dell’VIII – V sec. a.C. (che, con suoi circoli funerari, si può vedere alle porte di Mel). Ancora il Sartori ci informa come “esplorando il contenuto dei sarcofagi rinvenuti nei pressi della chiesa, furono trovati, mescolati al terriccio, numerosi frammenti di ceramiche paleovenete, il che conferma l’esistenza di un antichissimo nucleo abitato in questa località”.

“E allora – conclude Eugenio Padovan – perché non completare l’offerta archeologica zumellese costituita dal museo, la necropoli, con i possibili resti dell’abitato dell’età del ferro?”

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