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domenica, Settembre 27, 2020
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Politica agricola 2020-2027. Dorfmann: “Dobbiamo puntare a un’agricoltura redditizia, turistica e sociale”

Agricoltura di montagna al centro del confronto tra l’europarlamentare Herbert Dorfmann, gli agricoltori bellunesi e i sindaci sabato mattina nella sala della Magnifica Comunità, a Pieve di Cadore: il rappresentante del Partito Popolare Europeo, responsabile per il Parlamento per la stesura del documento di riforma della Politica Agricola Comune 2020-2027, ha illustrato i punti “caldi” a favore dell’agricoltura di montagna.
«L’agricoltura ha un peso importante nel budget dell’Unione Europea: – illustra Dorfmann – sui 135 miliardi di euro a disposizione all’anno, ben 55 vengono investiti in agricoltura. Nel prossimo futuro, però, dovremo affrontare la questione Brexit, che porterà a una riduzione dai 10 ai 12 miliardi di euro; a questi, andranno ad aggiungersi ulteriori incombenze a livello europeo, per un totale di 20-25 miliardi di euro in meno, e a questo “buco” dovremo far fronte».
«Dobbiamo puntare a un’agricoltura redditizia , turistica e sociale. – ha spiegato Dorfmann, elencando in questo senso le priorità del futuro – Innanzitutto, bisogna trovare un sistema di calcolo e ripartizione dei due pilastri della PAC (sostegno dei prezzi, integrazione al reddito, misure di sviluppo rurale) che funzioni per la montagna». Per questo, da Dorfmann arriva la proposta: «Punto ad un rappresentante bellunese nel gruppo di lavoro delle regioni alpine per le politiche della montagna».
Reddito, quindi, che deve arrivare dalle produzioni, ma anche dall’attività turistica: «L’agricoltura di montagna è fondamentale per il turismo: – spiega Dorfmann – si pensa sempre alla pulizia dei prati, dei boschi, al “bel paesaggio”, ma gli agricoltori devono diventare attori turistici, far parte del business. Basti pensare agli agriturismi, che non sono più solo, come all’inizio, camere a basso prezzo, ma strutture di alta qualità, in grado di offrire servizi all’altezza degli alberghi, coniugandoli con le bellezza ambientali».
C’è poi la questione del frazionamento fondiario: «Non è possibile che l’iter burocratico per acquistare un fazzoletto di terra costi di più dell’appezzamento di terreno. – denuncia l’europarlamentare – Serve una legge nazionale che sburocratizzi e agevoli questi passaggi, così da agevolare chi è interessato ad investire nelle proprietà agricole».
Tra i problemi evidenziati dagli agricoltori, c’è quello delle predazioni da parte dei selvatici, dai caprioli ai lupi: «Quello del lupo è un problema diffuso a livello europeo: il presidente della Commissione ambiente ha già incontrato tre ministri all’ambiente di altrettanti paesi europei che gli hanno evidenziato le difficoltà. – spiega Dorfmann – Il lupo è un animale protetto dalla direttiva Flora/Fauna/Habitat, che però ammette delle eccezioni in caso di pericolo per l’uomo, problemi sanitari o non sostenibilità per l’agricoltura di montagna. L’Unione Europea deve diventare più flessibile, e lo Stato Italiano deve applicare le possibilità lasciate da questa direttiva».
Su questo tema, l’europarlamentare sta organizzando una conferenza a Bruxelles il prossimo 15 maggio, mentre proseguono positivamente i contatti con l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan.
«C’è poi la questione sociale dell’agricoltura: – conclude Dorfmann, su sollecitazione dei rappresentanti della Cooperativa sociale Cadore – l’agricoltura sociale è il tema del futuro. Parliamo di disabili, disoccupati, persone in difficoltà, giovani, anziani, e a loro dobbiamo una risposta».
Soddisfazione per l’esito dell’incontro da parte del presidente della Magnifica Comunità, Renzo Bortolot: «Abbiamo voluto questo incontro per capire quale sarà il futuro dell’agricoltura di montagna. Un’economia che ha un grande peso per il nostro territorio, ma che auspico possa crescere ancora, e sottolineo che negli ultimi anni c’è stata una ripresa del settore nelle fasce più giovani della popolazione. È il momento giusto per capire qual è la situazione e quali sono le possibilità dei singoli territori di incidere nella programmazione della nuova PAC».

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