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Agrimont, D’Incà (M5S): “Tradizione e futuro, i giovani che investono in agricoltura devono essere una risorsa per il territorio”

Longarone, 17.03.2018  –  È iniziato oggi Agrimont, l’appuntamento fieristico dedicato all’agricoltura di montagna che ogni anno si tiene nella Fiera di Longarone. Federico D’Incà, parlamentare del Movimento 5 Stelle, ha visitato la fiera per incontrare le realtà produttive e i prodotti del settore primario in montagna.

“L’agricoltura di montagna deve poggiare su tre pilastri fondamentali – spiega D’Incà – Il primo è considerare un’azienda strategica per il nostro territorio ogni giovane imprenditore che decide di iniziare un’attività agricola in montagna. Strategica sia per quanto riguarda il comparto primario, i prodotti e la tradizione bellunese, sia soprattutto per la possibilità attraverso l’agricoltura di avere un’offerta turistica importante all’interno delle nostre vallate, come avviene nell’Alto Adige”.

Inoltre i giovani che decidono di investire nell’agricoltura, avviando la propria impresa nel bellunese, devono essere visti come un’importante risorsa per combattere lo spopolamento delle montagne: “La presenza di giovani imprenditori nell’agricoltura di montagna è un’occasione fondamentale – sottolinea il parlamentare – per coniugare la nostra tradizione millenaria nel settore, rappresentata ad esempio dall’arte casearia del Comelico, con il futuro che prevede lo sviluppo di nuove tecnologie come ad esempio l’impiego di droni per un’agricoltura 2.0”.

“Il secondo punto importante presuppone una visione strategica del territorio per dare vita ad un distretto biologico bellunese – ricorda D’Incà – che parta dall’esempio del Comelico per sviluppare la capacità di poter aver sempre di più aziende del comparto biologico e quindi con alta redditività all’interno delle nostre vallate”.

“Come terzo pilastro fondamentale per un’agricoltura di montagna – conclude il deputato pentastellato – è necessario riuscire ad avere un marchio ombrello che contenga la parola Dolomiti in grado così di richiamare a quell’importantissimo marchio ormai riconosciuto in tutto il mondo di cui si parla anche all’interno della dicitura di Olimpiadi delle Dolomiti per la competizione olimpionica del 2026, che permetta il riconoscimento e l’unione delle tre province delle Dolomiti. Un marchio ombrello nell’agricoltura significa sottolineare la provenienza del prodotto all’interno di un distretto biologico bellunese, garanzia di genuinità, tradizione e cultura millenaria per il consumatore”.

 

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