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Fusione Cassamarca-Cariverona. D’Incà: “Solo dopo aver allontanato chi ha gestito l’ente negli ultimi trent’anni”

Federico D’Incà, deputato

“La fusione di Cassamarca e di Cariverona può essere fatta soltanto dopo l’allontanamento di qualsiasi persona che ancora oggi faccia parte dell’amministrazione di Cassamarca e che abbia gestito l’istituto negli ultimi trent’anni, in correlazione con Dino De Poli”.

A dirlo è Federico D’Incà parlamentare del Movimento 5 Stelle e candidato alle prossime elezioni che interviene sulla fusione Cassamarca-Cariverona.

“L’istituzione di Cassamarca è da molti anni sotto la lente del Movimento 5 Stelle – spiega D’Incà –Abbiamo portato davanti alla Commissione finanze la problematica di questo importantissimo ente per il territorio. Oggi siamo di fronte a una situazione disastrosa dal punto di vista economico e di quasi fallimento di questo ente. Di fatto è stato dilaniato e divorato 1 miliardo di patrimonio e oggi non si riesce a capire quale valore abbiano gli immobili in esso contenuto.

“I cittadini dovrebbero ricordarsi come e in quale silenzio, Cassamarca è stata gestita negli ultimi trent’anni – prosegue il deputato del Movimento 5 Stelle – dovrebbero ribellarsi a ogni forma di speculazione del territorio che insieme alle banche popolari venete, ha dimostrato l’incapacità della classe dirigente veneta di gestire i propri capitali e i beni della nostra comunità. Per questo motivo un governo del M5S porterà avanti ogni iniziativa di competenza e carattere normativo, al fine di rafforzare il sistema di controlli disciplinato dal protocollo di intesa Ministero dell’economia e delle finanze-Acri sottoscritto in data 22 aprile 2015, in particolar modo prevedendo il riconoscimento al Ministero dell’economia e delle finanze della facoltà di esercitare un’azione di responsabilità nei confronti degli organi di amministrazione e controllo delle fondazioni «cosiddette bancarie»”.

“Personalmente anche nella prossima legislatura – conclude D’Incà – mi impegno, come parlamentare veneto del Movimento 5 Stelle, a portare avanti un lavoro per avere chiarezza sulla gestione delle Fondazioni bancarie in Veneto. Fondazioni nate per dare sostegno ai cittadini e fare opere di lungo periodo in modo tale che il proprio patrimonio rimanga stabile e che possa in qualche maniera portare sollievo al territorio veneto. Queste cose non sono state fatte e oggi soffriamo l’incredibile dispersione di risorse economiche e di possibili volani, come appunto erano state previste le fondazioni bancarie per il territorio veneto. Abbiamo bisogno di portare nelle fondazioni persone capaci e competenti con comprovate esperienze internazionali nel settore delle fondazioni bancarie e del tutto slegate e distante dalla gestione pseudo politica e familiaristica, come ha avuto Cassamarca negli ultimi trent’anni”.

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