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“Architettura alpina contemporanea”. Sabato a Longarone fiere

Sabato 17 febbraio dalle ore 9 alle ore 11 a Longarone fiere, si terrà la conferenza con mostra dal titolo “Architettura alpina contemporanea”

relatori:
-arch. Alberto Winterle, presidente dall’Associazione Architetti Arco Alpino
L’Associazione Architetti Arco Alpino, fondata nel  2016 con l’obiettivo di promuovere il confronto tra i diversi approcci, i condizionamenti ambientali e culturali, le differenti relazioni tra l’uomo e il paesaggio che caratterizzano i territori delle Alpi, ha mappato la produzione architettonica contemporanea alpina. Allargando lo sguardo lungo l’asse est-ovest lungo il quale si sviluppa l’arco alpino, l’intento è quello di “leggere” le Alpi attraverso le più recenti realizzazioni, capaci di esprimere non solo la qualità dell’architettura, ma anche di interpretare lo spirito dei luoghi.
-arch. Gianluca Parcianello, finalista della “Rassegna Architettura Arco Alpino” 2016 con il progetto RIFUGIO VAL BONA – Architetti Gianluca Parcianello, Lio Parcianello, Renato Da Re
Nella Valle di Gares, a pochi chilometri da Canale d’Agordo, sul gruppo montuoso delle Pale di San Martino, è dominante il contrasto geologico tra la roccia vulcanica nera del «Sas Negher» e la Dolomia bianca calcarea. Su questo contrasto si apre la copertura del rifugio, tra miniere medievali e antichi pascoli. Il progetto reinterpreta i resti di un ricovero per il bestiame come testimonianza di un uso ancestrale delle risorse della montagna.

Mostra:
esposizione dei pannelli con gli esiti della “Rassegna Architettura Arco Alpino”, realizzata nel 2016:

246 progetti (realizzati) partecipanti, 22 i finalisti individuati da una giuria d’eccezione composta da Bernardo Bader (Austria), Sebastiano Brandolini (Italia) e Quintus Miller (Svizzera), e i 4 vincitori che saranno svelati il 17 marzo nel corso dell’inaugurazione della mostra diffusa su tutto l’arco alpino.

Come chiamare a raccolta gli architetti dell’arco alpino italiano, trovare temi comuni di dialogo, individuare le migliori soluzioni progettuali, valorizzare la buona architettura in quota? Dando subito vita a un premio, meglio una rassegna, per mettere in luce realizzazioni sì attente al patrimonio morfologico, cultuale e identitario delle aree alpine, ma in grado di dare risposte dalle forme contemporanee.
Sono emerse tante caratteristiche comuni, almeno quante le peculiarità, le sensibilità, le declinazioni possibili, le problematiche specifiche.
Perché progettare in alta quota significa sfidare la montagna, ma con rispetto; assecondarla, ma con personalità; e amarla, senza compromessi.

Le 22 opere in rassegna, completate tra il 2010 e il 2016, rappresentano per la giuria il meglio delle progettazioni alpine italiane, e diventano terreno di riflessione sulle attuali pratiche progettuali in ambito alpino.
Morfologia, clima, quota, habitat costringono il progetto ad affrontare situazioni dinamiche, contraddittorie, stratificate. Sia esso relativo a temi infrastrutturali, residenziali, museali, ricettivi, scolastici, ricreativi o produttivi. Perché la gamma di realizzazioni presentate nei 246 progetti e condensata nei 22 ‘finalisti’ in mostra è variegata nelle forme, ricchissima di sfumature, generosa nell’offerta.

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