HomeMeteo, natura, ambiente, animaliSiamo tutti animali. Riparte con un nuovo consiglio il movimento antispecista

Siamo tutti animali. Riparte con un nuovo consiglio il movimento antispecista

Riparte con un Consiglio Direttivo nuovo il Movimento Antispecista Bellunese riprendendo quelle attività che lo distinguevano e che si erano perdute negli ultimi tempi. Lassismo al vertice dell’associazione e un’attività incentrata solamente sulla raccolta e la distribuzione del cibo alle colonie feline avevano portato il movimento a fare “ciò che fanno tutti”. Sia chiaro, il lavoro in favore dei gatti che vivono liberi è fondamentale ma non può, il nostro Movimento, ridursi solo a questo.

Il nuovo Direttivo riprenderà quei progetti che invero non si erano mai fermati ma che erano stati portati avanti senza alcun riconoscimento del vecchio Consiglio Direttivo, da alcuni membri dell’associazione; interventi nelle scuole per parlare di diritti degli animali a bambini e ragazzi, la tutela delle rondini in centro a Belluno, la verifica delle segnalazioni di maltrattamento degli animali in provincia di Belluno e di Treviso sono solo alcune delle attività che facciamo.

Per poter parlare del nostro lavoro dobbiamo fare un ragionamento e partire da un presupposto fondamentale: tutto ciò su cui ragioniamo è sotto l’egida dell’antispecismo. Quindi parliamo ragioniamo e cerchiamo soluzioni ai problemi da un punto di vista di parità tra ogni specie.

Questo pretende l’antispecismo e se anni fa poteva sembrare un pensiero quasi scandaloso oggi, alla luce del nuovo pensiero filosofico ma anche e soprattutto da un punto di vista scientifico dobbiamo considerare le altre specie animali come nostri pari in quanto esseri senzienti, in grado quindi di provare sentimenti; di fatto degli individui.

Certo, la nostra Costituzione è ancora discretamente lontana dal poter introdure la tutela degli animali al suo interno ma questo soltanto perchè, come accade spesso, fatichiamo ad accettare i cambiamenti ed abbiamo in casa un “peso sociale” costituito dalla religione che non è da poco e spesso non aiuta. Gran Bretagna, Austria, Svizzera e Germania hanno già provveduto in tal senso riconoscendo gli animali come soggetti e non più oggetti. Il solo fatto che sia provato scientificamente che hanno dei sentimenti, che provano dolore, gioia, tristezza (tra gli altri) deve porci in maniera diversa rispetto a prima.

La tutela degli animali è alla base di tutto perchè nella ricerca della sua attuazione dobbiamo creare una cultura in favore dei diritti degli animali con interventi nelle scuole per aiutare i giovani a comprendere un mondo che conoscono a volte, troppo poco ma anche nel mondo degli adulti, la maggior parte dei quali vive sulla base di conoscenze oramai vetuste. Di certo, in questo non aiutano amministrazioni e settore veterinario pubblico che hanno il compito di informare la popolazione riguardo alle leggi e ai cambiamenti riguardanti la detenzione ma che spesso lasciano i cittadini senza informazioni. Tipico il caso del divieto di tenere il cane a catena dal gennaio 2015 che ancora troppa gente non conosce. In alcuni comuni ho dovuto personalmente spingere affinchè venisse fatta un’ordinanza in merito. Manca anche il controllo; le forze dell’ordine dedicano forse troppo poco tempo a questo argomento e spesso veniamo chiamati da cittadini preoccupati perchè trovano cani vaganti (a volte di taglia grande) che girano liberamente e ripetutamente per le strade; per non parlare del problema delle feci lasciate dai proprietari o detentori dei cani, che creano giustamente malumore.

Molte sono le segnalazioni che giungono al nostro Nucleo Antimaltrattamenti riguardanti cani vaganti e mancata raccolta delle feci. Due problemi che si riscontrano in particolare nei paesi con minor numero di abitanti, nei borghi e nelle aree limitrofe ai più grandi centri urbani. Ma anche nel centro di Belluno abbiamo ricevuto qualche segnalazione.

La legge prevede che il Sindaco di ogni comune, quale massima autorità sanitaria locale, in collaborazione con il settore veterinario pubblico, regolamentino e eseguano verifiche su tanto e su molto altro.

Facciamo un passo indietro. In questi anni molte leggi e molti regolamenti sono cambiati riguardo la corretta detenzione degli animali. È ovvio che non possiamo pretendere (anche se la legge lo vorrebbe) che tutti le conoscano. Qui diventa fondamentale il lavoro delle amministrazioni e del settore veterinario pubblico nell’informare la popolazione di quanto in essere per detenere corrrettamente i propri animali. Nel bellunese questo tipo di informazioni mancano. Si veda ad esempio il divieto di detenere cani a catena in vigore dal gennaio 2015: a tutt’oggi molte persone non sanno di questo divieto (soprattutto i più anziani, magari contadini che vivono al margine delle aree periferiche). Il comune di Belluno ha da poco adottato un regolamento, sin troppo complesso, di polizia veterinaria, che per alcuni aspetti, viene poco e male applicato. Dall’ottobre 2017 al 15 gennaio 2018 il nostro Nucleo Antimaltrattamenti ha ricevuto, entro i confini comunali del capoluogo di provincia ben 37 chiamate per cani vaganti (in parte da noi recuperati) e una quarantina di telefonate da cittadini che lamentavano presenza di feci di cani sui marciapiedi, nelle aiuole o nei giardini dove i bambini giocano abitualmente.

È dovere di ogni amministrazione informare i cittadini sulle regole e sulle leggi da seguire per una corretta convivenza, sotto ogni punto di vista; organizzare incontri, informare tramite i mass media o con campagne pubblicitarie è fondamentale. E fare dei controlli in forma preventiva e punitiva è doveroso.

A tal riguardo il nostro nucleo è sempre stato, ed è a disposizione per aiuti di questo genere.

Tra i compiti che ci siamo assunti anche quello di verificare gli interventi delle forze dell’ordine e del settore veterinario sulle detenzioni degli animali. Questo perchè dopo anni di esperienza possiamo dire ma anche dimostrare con prove certe che spesso gli interventi vengono fatti con leggerezza.

Innanzitutto le forze dell’ordine devono cominciare a lavorare senza necessitare della presenza del veterinario a meno che non vi sia una situazione tale da richiederlo (animale ferito, ad esempio). La legge, in nessun punto afferma che il veterinario deve essere presente e riassume la responsabilità di comprendere la condizione detentiva dell’animale in vece agli organi di P.G.. Di fatto attendere che il veterinario sia presente è soltanto una prassi che è diventata sistema e che troppo allunga i tempi di verifica a discapito del benessere dell’animale in questione. Il maltrattamento, vale la pena ribadirlo sempre, non è un fatto meramente tecnico, non si delinea cioè solamente come un atto traumatico e fisico ma può avvenire anche come forma di coercizione a livello psicologico, comportamentale, fisiologico e ambientale.

Va ricordato che gli animali sono pienamente riconosciuti come esseri senzienti quindi, in sede di valutazione di una segnalazione bisogna considerarne il sentimento, proporzionalmente all’etologia.

Spesso gli organi di polizia giudiziaria scusano il fatto di chiamare il veterinario dicendo che altrimenti la loro valutazione può essere discriminata ma in realtà la valutazione autonoma dell’organo di P.G: è perfettamente valida ai fini della procedura penale.

Per quanto riguarda la leggerezza nel valutare le condizioni degli animali un esempio classico è quello del cane, spesso di proprietà del cacciatore che viene detenuto in box in stato di isolamento sociale, praticamente mai punito perchè non considerato; e dire che è forse la peggior forma di maltrattamento verso la specie in questione.

Come sempre, noi diamo piena disponibilità a collaborare con le forze dell’ordine sulla base dell’esperienza e della preparazione che il nostro Nucleo Antimaltrattamenti possiede avendo al suo interno una ex guardia zoofila e personale preparato non solo sul tema leggi e normative con costanti aggiornamenti su sentenze e note tecniche di esperti ma anche riguardo all’etologia degli animali; inoltre possiamo vantare la collaborazione con uno studio legale bellunese per consulenze e gestione dei casi più delicati. Altresì, dove gli interventi non sono effettuati nei termini previsti dalle normative, ci vediamo costretti a segnalare l’organo di P.G. alla Procura e non sarebbe la prima volta. Chiediamo solamente che la legge venga rispettata.

Il Nucleo Antimaltrattamenti “Sviluppo Tutela Animale”, nato in seno a “Siamo Tutti Animali” ha seguito nel 2017 circa 120 segnalazioni. Ha percorso 9.200 chilometri, ha dedicato 520 ore all’attività di verifica delle segnalazioni ricevute, al recupero dei cani vaganti, a pre e post affidi riguardanti le adozioni di cani e gatti. Il tutto senza contare le spese per acquisto di materiale inerente la formazione dei volontari impegnati sul campo.

È fondamentale per continuare il nostro lavoro, poter contare sul tesseramento all’associazione; le spese sono sempre moltissime e un piccolo contributo per noi è fondamentale.

Per tesserarsi basta scrivere alla mail info@siamotuttianimalibelluno.it

comunicando nome, cognome, indirizzo, un recapito mail e uno telefonico,

oppure contattare il 347/8824026.

E’ possibile fare una donazione sul conto corrente dell’associazione,

IBAN IT24 G076 0111 9000 0102 1596 984 con causale “pro Nucleo Antimaltrattamenti”.

Per segnalare un animale detenuto in condizioni di maltrattamento potete scrivere a maltrattamenti@siamotuttianimalibelluno.it specificando l’indirizzo preciso, la specie animale maltrattata e una breve descrizione del maltrattamento.

Cristiano Fant

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