Il Movimento 5 Stelle voterà in modo favorevole al passaggio di Sappada in Friuli, ma la montagna veneta ha bisogno di strumenti per poter contrastare la concorrenza dei “vicini di casa” friulani, trentini e altoatesini. A dirlo, nella discussione odierna alla Camera dei Deputati, il parlamentare bellunese del Movimento 5 Stelle Federico D’Incà.
“Voteremo sì, come abbiamo sempre detto – conferma questi – la comunità di Sappada ha voluto esprimere, quasi 10 anni fa, la propria volontà di passare in Friuli. Ma Sappada non è l’unico dei Comuni bellunesi e veneti che ha voluto iniziare un percorso per passare in un’altra regione o in una delle due province a statuto speciale”.
I progetti di questo tipo sono 33 in Veneto: 25 verso il Trentino Alto Adige e i rimanenti verso il Friuli.
“Il bellunese – ricorda il parlamentare veneto – è un cuneo tra il Friuli e il Trentino Alto Adige e vi è un malessere enorme in tutta la provincia e nella montagna veneta per questa situazione. Nella vicinanza, non solo turistica, c’è una concorrenza che non è possibile accettare per la natura a statuto speciale dei confinanti. Questo malessere è stato addirittura acuito negli ultimi anni a causa della crisi economica”.
Il risultato?
“Uno spopolamento – risponde D’Incà – che uccide la cultura e la storia di un territorio, e purtroppo questa è una situazione simile e uguale in altre aree del nostro Paese. Mancano politiche adeguate, che questa politica non ha mai preso in considerazione perché troppo occupata a litigare e a seminare poltrone”.
La provincia di Belluno perde mille abitanti all’anno: il 5,2 per cento della popolazione se ne va ogni 12 mesi.
“In questo modo Belluno sarà deserta fra pochi anni – avverte il deputato M5S – per non parlare delle presenze turistiche, che sono diminuite di un milione e 200 mila unità dal 2000, nonostante il bellunese possa contare sulla quasi totalità delle Dolomiti”.
“Con queste premesse è scontato pensare a una vera e propria fuga di Comuni nei prossimi anni, ma c’è una sola e unica soluzione – conclude D’Incà – l’attivazione di un fondo di confine ad hoc per i Comuni che confinano con il Friuli Venezia Giulia, da allineare a quello già esistente per il Trentino. Almeno fino a quando avremo definito le linee per l’autonomia del Veneto e di Belluno. Il tempo sta per finire”.
