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Lunedì gli studenti scendono in piazza per chiedere una Belluno per tutti

La scuola è iniziata da poco ma, come di consueto, i problemi relativi alla gestione e al mantenimento dell’apparato scolastico italiano non sono svaniti con l’estate. E’ per questo che lunedì 13 ottobre 2017 la Rete degli studenti medi ha organizzato un corteo pacifico che, a Belluno come nel resto d’Italia, punta a mettere in evidenza le criticità più grandi che il nostro sistema d’istruzione presenta; e che il governo pretende di risolvere con leggi inefficienti e tagli ai vari budget.

Tra i punti principali di queste manifestazioni è presente anche la così detta ASL, cioè l’alternanza scuola lavoro: un progetto governativo diventato obbligatorio da pochi anni a questa parte e che fra poco diventerà anche requisito necessario per l’ammissione all’ esame di stato. Questo progetto ha suscitato, e continua a farlo, molte critiche riguardanti gli effettivi contenuti formativi e le condizioni di svolgimento; qui riassunte: “…l’alternanza scuola lavoro è spesso utilizzata come strumento di lavoro gratuito, senza diritti e garanzie di apprendimento. Ci raccontano il mondo del lavoro non per quello che dovrebbe essere ma per quello che è: sfruttamento, precarietà…” dichiara Piera della Rete degli studenti medi di Belluno.

Un altro grave problema è rappresentato dal sistema di spostamento scolastico che, a Belluno più che in altre province, è fortemente sentito dagli studenti. La nostra provincia, a causa della sua conformazione geografica, costringe molti nostri coetanei a lungi viaggi, che già da soli rappresentano un grosso ostacolo, e che sono resi ancora più difficoltosi dalle condizioni dei mezzi e dagli orari di passaggio degli stessi. In questo l’azienda responsabile ha già promesso dei cambiamenti come l’allargamento della flotta con consecutivo il rimpiazzo della parte più vecchia e la razionalizzazione di alcuni orari, sperando che queste promesse vengano mantenute. Ma noi studenti reclamiamo il nostro diritto ad un’azione in questo senso da parte della regione, che non può continuare a basarsi sugli sforzi dei singoli.

Le intenzioni di questa mobilitazione, dunque, sono quelle di aprire gli occhi sui problemi quotidiani che gli studenti e le loro famiglie devono affrontate, a partire da quelli economici per arrivare alle difficoltà fisiche. Più semplicemente vogliamo una scuola che “garantisca a tutti di raggiungere i più alti livelli d’istruzione e di perseguire i propri sogni e le proprie ambizioni, a prescindere dalle condizioni economiche di partenza”.