
Dopo le uscite del senatore Sonego, la senatrice Raffaela Bellot vuole riportare l’attenzione sul problema primario, l’unico in discussione al momento: le Camere devono esprimere un voto. “Si cerca ancora di creare polemica, ma sono solo tentativi di sviare l’attenzione dal problema reale: il punto qui non è cosa succederà dopo che le Camere avranno votato. Il punto qui è che le Camere devono votare. Questo è inoppugnabile, da ogni punto di vista: sono stati percorsi e superati tutti gli iter, Commissione Bilancio e Affari costituzionali hanno licenziato all’unanimità l’adeguatezza della richiesta sappadina, l’Aula si è espressa riconoscendo la necessità di arrivare al voto.
Ma tutto è immobile.
Allora il punto, mi ripeto, non è se poi l’eventuale passaggio debba considerarsi costituzionalmente accettabile, se una legge ordinaria sia strumento consono o se serva mobilitare una legge costituzionale: il punto è che la nostra democrazia, così come è stata concepita ed espressa attraverso le sue leggi, dice che i sappadini hanno diritto a vedere espresso un voto. Hanno diritto ad una risposta alla loro richiesta.
Si voti.
Poi si farà la conta dei sì e dei no. O c’è forse qualche parte che ha timore di esprimere chiaramente un sì o un no? La democrazia è un concetto ben più ampio dei virtuosismi in cui spesso si confina ormai il mestiere di alcuni politici. Prendiamoci delle responsabilità reali e smettiamo di piangere urne sempre più vuote”.
Così la senatrice bellunese commenta le dichiarazioni apparse sulla stampa nei giorni scorsi.


