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Sburocratizzare i fondi per il sociale. Oscar De Pellegrin: le competenze vadano direttamente al Comune

Oscar De Pellegrin

Paolo Gamba ed Oscar De Pellegrin esortano a rendere più semplice l’utilizzazione dei fondi destinati alla vita indipendente delle persone con disabilità. Una città capoluogo può considerarsi socialmente inclusiva quando favorisce iniziative concrete in favore delle persone maggiormente svantaggiate e quando può gestire in modo diretto e tempestivo i fondi destinati a favore della realizzazione dell’autonomia delle persone.

La gestione diretta da parte del Comune di questi fondi consentirebbe una più rapida realizzazione dei progetti finalizzati alla vita indipendente in collaborazione con le professionalità che sin’ora l’Ulss ha messo a disposizione.

Oscar De Pellegrin, campione olimpico di tiro con l’arco, sottolinea l’opportunità di fare in modo che il Comune, attraverso il sindaco che è presidente della Conferenza dei sindaci presso l’Ulss, gestisca in prima persona le somme stanziate in favore dei disabili, valutando una collaborazione tra Ulss e Comune laddove la complessità e la difficoltà degli interventi richiedano capacità specifiche proprie dell’ambito socio sanitario.

Una tale distribuzione dei compiti consentirebbe un accorciamento dei tempi di realizzazione dei progetti ed una migliore vicinanza della amministrazione comunale ai cittadini più deboli.

Oscar De Pellegrin sostiene inoltre la necessità che il Comune si sforzi di adeguare i luoghi che ospitano i servizi essenziali (ad esempio la posta, la banca, la farmacia) onde consentire a tutte le persone di condurre una vita in autonomia in attuazione del Piano Europeo dell’abbattimento delle barriere architettoniche, come contemplato nel programma di Paolo Gamba.

Il campione auspica infine che il Comune possa diventare promotore e compartecipe, assieme alle altre realtà di sostegno alla disabilità, di un progetto che vede coinvolti i ragazzi principalmente con disabilità mentale. Si potrebbe ipotizzare la concessione di un terreno dove i ragazzi avrebbero possibilità di sperimentare la coltivazione dei prodotti della terra. In tal modo si otterrebbero numerosi vantaggi: la valorizzazione delle capacità, spesso inespresse delle persone, la raccolta di prodotti tipici della nostra terra cresciuti su terreni agricoli dell’interland cittadino ed il loro inserimento nel mercato come eccellenze locali.

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