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Il 25 aprile * di Elder Rambaldi

Elder Rambaldi segretario provinciale partito comunista dei lavoratori

Iniziamo col cancellare il revisionismo storico creato dalle classi dirigenti in questi ultimi settant’anni e rilanciare la lotta per gli stessi ideali che animavano gli uomini armati di fucile e fazzoletto rosso al collo!
Nel periodo 1943-1945 la resistenza partigiana e la rivolta operaia presentarono il conto alla dittatura fascista. In quella rivolta, di cui fu prima protagonista la giovane generazione di allora, non viveva però solamente un’aspirazione democratica. C’era la volontà di mettere in discussione il regime capitalista che aveva generato il fascismo, e le classi dirigenti (borghesia, Vaticano..) che lo avevano sostenuto e foraggiato. La “rossa primavera” delle canzoni partigiane parlava di socialismo e di potere dei lavoratori.
La Resistenza fu per questo principalmente un movimento di lotta di classe, la lotta degli sfruttati contro gli sfruttatori, in quel caso mascherati dietro lo stato fascista.
I governi di unità nazionale tra Togliatti (Pci) e De Gasperi (Dc), con la benedizione degli Usa e di Stalin, realizzarono un programma opposto: la ricostruzione del capitalismo italiano. Fu il tradimento della Resistenza.
Da allora tutte le stagioni di lotta del movimento operaio sono state subordinate dalle sinistre tradizionali alla salvaguardia del capitalismo e delle sue classi dominanti.
Dalla sua attuale crisi sistemica, il capitalismo dimostra che non ha più nulla da offrire né in termini sociali né in termini di democrazia. La sua sopravvivenza trascina con sé una regressione storica sempre più profonda delle condizioni sociali e dei vecchi diritti costituzionali.
Passato e presente ci chiamano dunque a un bilancio e alla necessità di una svolta, che porta alla rivoluzione della massa degli sfruttati come unica soluzione per cambiare realmente le cose.
E come Partito Comunista dei Lavoratori ne facciamo carico anche attraverso la nostra candidatura alle prossime elezioni comunali di Belluno.
A fronte del duro e continuo attacco ai diritti e alle condizioni di vita della classe lavoratrice e delle masse povere del territorio, avanziamo un programma tanto radicale quanto necessario. Un programma di rottura, anticapitalista.
Contro un’idea di unità nazionale, di conciliazione tra differenti interessi di classe. Contro le formule vuote del concetto di cittadino (cittadino è il lavoratore licenziato e cittadino è il padrone che lo licenzia)
Oggi quindi non basta ricordare la Resistenza, bisogna renderla attuale. Il Partito Comunista dei Lavoratori è impegnato per realizzare un nuovo 25 aprile, un 25 aprile di liberazione dalla dittatura del capitale, per il potere lavoratori. A Belluno, in Italia e nel mondo.

Per il Partito Comunista dei Lavoratori
Elder Rambaldi

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