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Trekking in montagna, con la promessa di vedere l’antico incunabolo digitalizzato in Biblioteca

Urbano Bolzanio

Gli amici mi hanno data per scomparsa: sono due settimane che non mi sentono né mi vedono. In questo we finalmente li ritrovo e passeggiamo tutti insieme al sole tepido di aprile. Si chiacchiera del più e del meno mentre si fa trekking e non si smette di ammirare il bel panorama montano. Ad attrarre la mia attenzione però più di altri è G* una nuova entrata tra le amicizie di L*: è stato invitato per un fine settimana di relax, lasciando la città caotica e stressante. E’ un esperto di vecchi manoscritti: comincia a parlarci del suo lavoro e di come sia interessante. Parla di incunaboli, di paleografia, di scrittura onciale. Tutti, all’inizio, lo ascoltiamo ammaliati: sa narrare di cose che di solito stanno nelle “torri d’avorio” delle università e del mondo accademico.

Mi avvicino per fargli un paio di domande, ma sta narrando di un evento importante accaduto a Belluno: un raro e prezioso incunabolo di Urbano Bolzanio sarà disponibile in versione digitale. L’opera “Institutiones Graecae Grammaticae”, nell’edizione stampata da Aldo Manuzio, a Venezia nel 1497, dall’inizio del mese di aprile è conservata ed è consultabile nella Biblioteca civica. Si tratta della prima grammatica greca a essere redatta e pubblicata in lingua latina. Anche per questo l’opera di Bolzanio è rara e preziosa.
Attacca a parlare, nonostante la salita si sia fatta più ripida. Dice che si è trattato di un’operazione di crowfunding, voluta dalla biblioteca di Feltre e dal comune di Belluno: sono stati raccolti i fondi necessari (10 mila euro) per l’acquisto del volume, che era in possesso di un antiquario di Modena. Poi grazie ad una società romana, attiva nell’ambito della tecnologia, è stato sponsorizzato il progetto ed è stata possibile la digitalizzazione del volume.
Ne parla con entusiasmo e sorride soddisfatto. Io voglio fare la parte della scettica e gli dico che forse ci saranno pochi fruitori – oggi interessano di più altre cose, rispetto agli incunaboli del tardo medioevo o della prima età moderna.

Palazzo Crepadona, sede della Biblioteca civica di Belluno

Eppure, dice, è certo che le scuole e gli studenti non vorranno lasciarsi scappare questa ottima occasione di consultare in rete l’incunabolo nella “Biblioteca Digitale”; i docenti potranno utilizzare le immagini per le loro proposte didattiche…
Ora gli altri amici sono distratti dal panorama e da due bionde turiste austriache sulla trentina che hanno chiesto loro alcune informazioni. Resto sola ad ascoltare il professore milanese, che continua a osannare la sua attività di ricercatore e divulgatore. Anche nella pausa-pranzo al rifugio non demorde. A fine giornata so tutto sugli incunaboli, sulla scrittura medievale e, soprattutto, su come si conservano i manoscritti.
Mi strappa la promessa di andare in Biblioteca Civica di Belluno a vedere questo volume digitale. Convinco gli altri compagni di escursione e decidiamo per il prossimo fine settimana. Sabato prossimo, colazione in piazza e poi sarà solo cultura con la “C” maiuscola.

Bruna Mozzi

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