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sabato, Settembre 18, 2021
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Elezioni amministrative, accordo Massaro-Pd: richiesta irricevibile

Palazzo Rosso, sede del Comune di Belluno

Acquistereste una Ferrari senza il marchio del cavallino rampante? Un capo firmato Armani senza firma, un quadro di Salvador Dalì senza la sua firma? Insomma un pezzo autentico, ma senza nulla che certifichi la sua autenticità, come un clone perfetto ma senza brand.
Io no. Per la stessa ragione per la quale una ventina d’anni fa rifiutai la proposta di un amico che mi chiedeva di entrare a far parte della Croce Rossa. Ma se avessi accettato avrei dovuto cancellarmi dal mio Corpo militare d’appartenenza. Chi ha indossato l’uniforme sa di cosa sto parlando, di quello che viene chiamato “Spirito di Corpo”, quel senso di appartenenza che lega i commilitoni anche dopo aver cessato il servizio e che si respira nell’aria quando si partecipa a un’adunata.
Ebbene, ciò che il sindaco uscente Jacopo Massaro ha posto come condizione al Pd per perfezionare l’accordo elettorale è questo: la rinuncia del simbolo nella lista che diventerebbe una civica a sostegno dello stesso Massaro.
A me sembra una proposta irricevibile. Perché mai il Partito democratico dovrebbe spogliarsi del simbolo che lo contraddistingue e della sua storia?
Se poi consideriamo che il Pd ha già rinunciato alle primarie, e si è pure dichiarato disposto a rinunciare al proprio candidato sindaco (la segretaria provinciale Erika Dal Farra) per unire le forze del centrosinista, è evidente che alzare fino all’impossibile l’astina della contrattazione non può che portare alla rottura dell’accordo.
A meno che l’obiettivo non fosse proprio quello. Ossia costringere la controparte, il Pd bellunese, a un secco rifiuto. Ed è probabilmente quello che accadrà nelle prossime ore.
In tal caso però, a un qualsiasi osservatore esterno, appare evidente che a non voler chiudere l’accordo non è stato il Pd, ma il sindaco uscente Massaro, perché probabilmente ritiene di recuperare i voti del Pd una volta superato il ballottaggio.
Solo che in politica 2+2 non è detto che faccia 4. L’abbiamo già visto alcuni anni fa quando Prade diventò sindaco superando alle urne la Zoleo che nelle previsioni sembrava già insediata a Palazzo Rosso.
Roberto De Nart

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