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Papa Francesco nega la rogatoria internazionale al molestatore “don Mercedes”, già ridotto allo stato laicale e condannato a quasi 5 anni di galera e lo riammette nella Chiesa

Emiliano Fittipaldi, giornalista de L’Espresso e autore del libro “Lussuria” (Feltrinelli editore) incentrato sullo scandalo dei preti pedofili in Italia e di come spesso vengano coperti da vescovi e cardinali, ritorna sul tema nelle sue pagine Facebook con uno sconcertante aggiornamento.

Nel 2010 don Mauro Inzoli é un sacerdote di Comunione e Liberazione. Un prete in carriera, che ama le macchine potenti. I fedeli lo chiamano don Mercedes. Nel 2012 Ratzinger lo costringe peró allo stato laicale. La Chiesa non spiega subito perché.
Nel 2014 il Vaticano conferma i sospetti della comunitá cattolica, e ammette che don Mauro ha commesso molestie sessuali su ragazzine e ragazzini.
Incredibilmente qualche mese fa, quando il pm italiano decide di aprire un’inchiesta penale e chiede i documenti alla Santa Sede con una rogatoria internazionale, la risposta é però negativa: il caso di don Mercedes é “sub segreto pontificio”. Per ordine di papa Francesco.
In Italia nessuno protesta, o critica, per l’omertá vaticana. Il pm peró indaga da solo, e scopre oltre cento casi di possibili abusi sessuali: nove di queste non sono ancora prescritte, Inzoli é condannato in primo grado a quasi 5 anni di carcere.
Sapete che fa papa Francesco intanto? Riammette nella curia don Mercedes, restituendogli tonaca e stipendio, e condannandolo a “una vita di preghiera”.
La lotta agli abusi – conclude Fittipaldi – va fatta con i fatti, e non con le chiacchiere!