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Bang supersonico F 16 Usa in Valbelluna. Sopralluogo dei vigili del fuoco a Cusighe. Interrogazioni senatrice Bellot

Sopralluogo dei vigili del fuoco oggi pomeriggio a Belluno nei fabbricati in via Dolabella, incrocio con via Barozzi, località Cusighe, per accertare eventuali danni o l’esistenza di parti pericolanti causati dall’onda d’urto del jet americano F16 in forza alla base militare di Aviano che ieri (mercoledì 11 gennaio 2017) ha superato la barriera del suono con il conseguente boato e relativa onda d’urto.

Del fatto si è interessata oggi la senatrice bellunese Raffaela Bellot dinanzi al ministro della Difesa, come del resto aveva già fatto nel maggio del 2015 con una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro della Difesa (vedi fondo pagina) per fatti analoghi, che è interessante leggere perché è ritornata di attualità.

 

 

Senato della Repubblica – 23 – XVII LEGISLATURA
613ª Seduta (pomerid.) Assemblea – Allegato A 21 aprile 2016

Interrogazione sull’intensificarsi dell’attivita`di volo militare nel bellunese
(3-01928) (13 maggio 2015)

BELLOT. – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa. – Premesso che a quanto risulta all’interrogante: l’11 maggio 2015 in Valbelluna, poco prima delle 10 tra Mel e Sedico, due forti boati hanno squarciato la valle del Piave, mettendo in allarme migliaia di persone. I tremendi colpi hanno spinto il personale docente delle elementari della zona di Mel e Sedico a far evacuare centinaia di studenti dalle aule, temendo che i boati potessero essere attribuiti a scosse di terremoto;
tante sono state le telefonate al centralino 115 dei Vigili del fuoco di Belluno. Solo verso sera e` arrivata la conferma che a provocare i boati era stato il passaggio lungo la valle del Piave di alcuni aerei militari di stanza alla base militare di Aviano (Pordenone), che hanno abbattuto il “muro del suono”;
le valli alpine, dato l’alto numero d’insediamenti, non sono per nulla idonee ad addestramenti aerei ed esercitazioni, e soprattutto le attività economiche, specie quelle basate sul turismo, subiscono gravi danni dal continuo ripetersi di esercitazioni militari;
da queste azioni di addestramento, che prevedono in maniera deliberata o meno il superamento della barriera del suono, che provoca una disastrosa “onda d’urto sonora” derivano danno rilevanti alla salute dei cittadini, in particolare alle fasce più deboli ed esposte come bambini, anziani e malati. Studi e rapporti psichiatrici hanno evidenziato, infatti, come i boom sonici, oltre a creare gravi disturbi acustici, producano seri effetti sulla salute dei bambini, inducendo ansietà, panico, diminuzione della concentrazione e del rendimento scolastico;
la pratica, anche recentemente utilizzata in scenari di conflitti, di creare i boati sonici con gli aerei sulle popolazioni ai fini di determinare una pressione psicologica è considerata alla stregua di un vero e proprio atto di guerra ed e` stata duramente condannata dalle Nazioni Unite;
la firmataria del presente atto di sindacato ispettivo, già il 23 luglio 2014, a seguito della insolita intensificazione di attività militare, ha presentato l’interrogazione 4-02541, a cui il Governo ancora non ha dato risposta, in cui evidenziava la necessita` “di un intervento urgente per ottenere che il sorvolo delle zone coinvolte avvenisse a quote più elevate e senza comportare manovre potenzialmente pericolose per la vita delle persone e l’incolumità dei luoghi”,
si chiede di sapere:
quali immediati provvedimenti intenda assumere il Governo per impedire che possano proseguire simili irresponsabili esercitazioni militari,
che ripetutamente mettono in allarme la popolazione;
per quale motivo il Ministro della difesa non abbia adottato, finora, alcun provvedimento che vieti il sorvolo delle zone abitate a velocità super-sonica
e a bassa quota;
se ci siano costantemente informazioni sui voli di addestramento in genere e sulle esercitazioni a bassa quota, che interessano pericolosamente centri abitati e località turistiche e se i protocolli degli accordi di collaborazione tra il Ministero della difesa e le basi militari derivanti da trattati internazionali presenti sul territorio nazionale, nonché la normativa disposta dal ministero stesso in seguito alla grave tragedia del Cermis del 3 febbraio 1998, contengano i necessari elementi di garanzia per la tutela della salute e della incolumità dei cittadini italiani;
se il volo in questione sia stato autorizzato, se rientrava in esercitazioni militari ed eventualmente di che tipo, se si trattava di volo a bassa quota, di che nazionalita` erano gli aerei.

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