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Il Simposio di Erto e Casso compie dieci anni. La decima edizione si snoda tra ricordi e attualità

simposio-ertoIl Simposio di scultura su legno di Erto e Casso raggiunge quest’anno un traguardo importante, il decimo anno, che viene festeggiato il 14, 15 e 16 ottobre 2016 attraverso l’arte degli scultori, gli eventi culturali e letterari, l’immancabile appuntamento musicale e gli occhi puntati sull’attualità. L’ospite speciale di quest’anno è il numero 10, cifra simbolica che riunisce in sé tutti i protagonisti della manifestazione: dieci infatti sono gli scultori partecipanti; dieci sono le parole scelte per raccontare la contemporaneità e per fare da cornice tematica all’evento, assieme al valore di cui il Simposio si fa da sempre portavoce, la continuità di vita; dieci sono le lettere che compongono il termine “resilienza”, che contiene idealmente l’atteggiamento positivo da assumere di fronte alla complicata realtà dei giorni nostri; e infine 10 sono gli “InCanti” della maratona di lettura “Un Erto inCanto”, che si svolge anche quest’anno all’interno del Simposio di Erto.

Cura, tenacia, libertà, radici, amore, oppressione, violenza, paura, alienazione, abbandono: sono dieci parole che vogliono raccontare la complessità del vivere attuale al 10° Simposio di scultura su legno di Erto e Casso. Dieci parole come i dieci anni trascorsi dalla prima edizione della manifestazione, avvenuta nel 2007, che hanno visto il mondo mutare e trasformarsi incessantemente, tra crisi e guerre globali, enormi e drammatiche migrazioni, l’angoscia per il terrorismo e per le calamità naturali, le sfide dell’integrazione e della convivenza pacifica di popoli mai così vicini fisicamente e mai così divisi sul piano della coesistenza. Il decimo Simposio si tiene il 14, 15 e 16 ottobre 2016 e vede la partecipazione, coerentemente con l’idea di celebrare il numero 10, di dieci scultori: Avio De Lorenzo, Corrado Clerici, Jan Corona, Italo De Gol, Marcello Nardon, Loris Pavan, Egidio Petri, Flavia Robalo, Max Solinas, Dario Stragà. I nomi di alcuni di loro non sono nuovi, in quanto sono stati fra i primi artisti dell’edizione numero uno del Simposio e che hanno accettato l’invito a calcare nuovamente la via IX ottobre, dove da venerdì 14 ottobre a domenica pomeriggio gli scultori danno vita alle loro opere, ispirati dalle dieci parole-chiave e dal valore della continuità di vita che da dieci anni sostiene le iniziative dell’Ecomuseo Vajont, organizzatore del Simposio assieme al Comune di Erto e Casso, alla Pro Loco e al Parco Naturale Dolomiti Friulane. Fra questi progetti, uno prezioso è stato senza dubbio il lavoro di recupero, revisione e stampa di una toccante raccolta di lettere che un ertano trapiantato a Brescia ha inviato alla famiglia nei giorni appena successivi alla catastrofe del Vajont.

Il libro, “Ti rivedrò con gli occhi della memoria”, è il fulcro della serata culturale del Simposio e viene presentato sabato 15 ottobre alle 21.00 presso la sala convegni del Centro visite del Parco Naturale Dolomiti Friulane, dalla studiosa e scrittrice Adriana Lotto e con la partecipazione del giornalista Ferdinando Garavello. La serata viene a far parte di uno dei dieci “InCanti” della maratona di lettura “Un Erto InCanto”, anch’essa legata quest’anno al numero 10 e che prevede appunto dieci incontri, fra sabato e domenica, che si aprono alla narrazione e alla lettura dedicate alla continuità di vita. Un altro di questi “InCanti”, unito al consueto appuntamento musicale del Simposio, è quello di domenica 16 ottobre alle 14.00, quando nella via IX ottobre risuona la musica intensa e insolita del duo elettroacustico Cose di famiglia, composto dai fratelli Giacomo e Mauro Da Ros e che spazia dal rock al funky, dal reggae alla musica classica. E dopo una passeggiata tra le bancarelle delle vie del centro storico di Erto, che ospita per tutta la domenica la Fiera d’Autunno, mercatino di prodotti tipici e artigianali, l’appuntamento finale è alle 16.00 nella via IX ottobre, dove gli scultori presentano le loro opere presso la sede dell’Ecomuseo Vajont.

Opere che saranno donate all’Ecomuseo ma che potranno essere prestate a chiunque ne faccia richiesta: si pensa così di proporre una mostra perenne e itinerante da condividere con chiunque voglia dare spazio e visibilità all’arte e alla speranza, una forma, questa, di resilienza, un’altra parola fondamentale che racchiude tutta l’essenza del 10° Simposio di Erto e che possiede, per puro caso, proprio dieci lettere.

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