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Dolomiti d’acqua. Fino al 16 ottobre a Belluno si parla di pittura, fotografia, scultura e alpinismo alla rassegna Oltre le Vette * di Bruna Mozzi

teatro comunale notteSono nel posto dove faccio la solita sosta per il caffè; ci vengo per sfogliare qualche quotidiano e ascoltare il gossip della montagna. Già perché è qui nel bar del paese che passano tutte le notizie, arrivano da fuori e crescono, si moltiplicano, a volte nascono o addirittura si creano. Vengo a sapere che nel capoluogo, a Belluno, da tempo c’è una manifestazione che quest’anno è arrivata alla ventesima edizione e che coniuga la pratica della montagna nelle sue diverse forme con l’arte e le scienze che della montagna hanno fatto oggetto di ispirazione o di studio. Ce n’è per tutti, dai campioni dell’alpinismo internazionale, dell’esplorazione e dell’avventura, a film e spettacoli teatrali. Ci sono poi convegni, tavole rotonde, presentazioni di libri. E poi mostre di pittura, fotografia, scultura, ma anche storiche e scientifiche con documenti originali. Per questa ventesima edizione di Oltre le Vette il tema è “Dolomiti d’acqua”.
Sto col naso incollato al quotidiano, quando G* uno degli amici, entra nel bar e si siede al mio tavolo, sbircia sul mio quotidiano e commenta, dicendo di conoscere questo festival e che negli anni passati ci sono stati temi interessanti quale l’esplorazione dell’ignoto, la donna in montagna, la montagna romantica, la mitologia degli alberi, solo per citarne qualcuno.

Ma com’è questo festival? Chiedo al mio amico G*. Bellissimo, dice, ne vale davvero la pena! Rinuncia ad una delle tue solite passeggiate e va a fare un salto! lui, che è un geologo, mi dice che come forse non tutti sanno, il tema sottolinea l’origine marina e la trasformazione che le montagne subiscono ad opera dell’acqua, del ghiaccio e della neve. Sul manifesto pubblicitario sta una foto scattata da Ian Cook, che gioca tra natura, acqua e vita.
Ecco sì l’acqua… e nel frattempo G* si rivolge al cameriere, che lo ha anticipato portandogli un bicchier d’acqua. Ma no, non può essere per me – ribatte – io vorrei qualcosa di forte che mi riscaldi…con questo tempo! E dopo un po’arrivano un caffè e un bicchiere di grappa: consumazione abituale di molti avventori qui al bar della piazza.
Sono arrivate le 11 in un attimo: oramai è tardi per vedere qualche evento. Meglio dedicarsi ad una breve passeggiata per le ore del primo pomeriggio. Poi il rientro in pianura.
Per gli eventi del festival c’è tempo fino a domenica prossima: c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Bruna Mozzi