Quasi 8000 capi, con l’esclusione dalla conta delle aree protette e demaniali. Questo il numero dei cervi censiti nell’ultimo anno nella provincia di Belluno. L’incremento di questa specie è un fenomeno che interessa tutta la montagna sudorientale europea e a cui l’Agjso dedica il suo 64. convegno delle organizzazioni venatorie di tre Paesi, sei Regioni e tre Province montane. Alberto Colleselli, presidente di Federcaccia Belluno e consigliere Agjso, è il coordinatore di questo atteso incontro transfrontaliero in programma a Cortina d’Ampezzo venerdì 7 ottobre (Hotel Ancora dalle 9.30).
Dottor Colleselli, perché questo convegno a Cortina?
“Perché è un’occasione per noi bellunesi di scambiare informazioni e conoscenze con i Paesi mitteleuropei sulla gestione faunistica e i problemi che possono interessare la nostra fauna. Un modo di confrontarci sui metodi di gestione per trovare le soluzioni migliori in un’area faunistica omogenea e transfrontaliera che al centro vede proprio le Dolomiti. A questo proposito abbiamo chiesto l’autonomia della caccia in questa provincia rispetto al resto del Veneto per via delle regole che ci impone il regolamento ordinario e che sono inappropriate per la montagna”.
Chi è Agjso e perché ha scelto Cortina per questo congresso?
“Cortina è al centro delle Dolomiti e della vallate ladine, per questo l’Agjso, che rappresenta le organizzazioni venatorie della zona sudorientale europea, ha invitato anche i cacciatori, rappresentanti della lingua e la cultura Ladine, a collaborare al convegno. In tutti, dal Trentino a Trieste, abbiamo una consistenza faunistica e una biodiversità tra le più importanti delle Alpi e va gestita e conservata al meglio con il contributo di tutti”.
Il titolo del convegno è: “Il cervo, un danno o una risorsa?”. Qual è la risposta?
“Il cervo sembrava praticamente estinto fino a pochi anni fa, poi è tornato con prepotenza e numeri preoccupanti. Da qui nasce la necessità di confrontarsi con Stiria, Carinzia e Tirolo, che hanno già affrontato con buoni risultati e modalità diverse questo problema, per vedere come ridurre l’impatto ambientale dovuto al sovrannumero di cervi. Soprattutto gravi danni al bosco e alle piante e la costrizione e la sparizione di altre specie faunistiche. Qui da noi il fenomeno interessa soprattutto la sinistra Piave, da Trichiana a Lentiai, l’alto Agordino e l’alta Valboite, con un numero complessivo di presenze di cervi doppio rispetto al Trentino. Lo scopo primo del convegno però è quello di capire il fenomeno attraverso le relazioni degli esperti, confrontarci e poi decidere come agire, magari in collaborazione con la Provincia, sperando che l’istituzione rimanga, e l’Ispra che ha un approccio scientifico valido e che condividiamo”.
Programma Agjso Cortina 2016
Giovedì, 6 ottobre:
ore 17: arrivo dei partecipanti e saluto di benvenuto presso l’Hotel Ancora, sede del convegno-assemblea (situato nel centro di Cortina, di fronte della chiesa);
Venerdì, 7 ottobre:
ore 9: saluto di benvenuto da parte del presidente della Fidc Belluno Alberto Colleselli, apertura dei lavori da parte del presidente dell’AGJSO Dr. Walter Brunner
A seguire le relazioni:
Dr. Paolo Molinari: “Il cervo in montagna: problema o risorsa?”.
Dr. Hubert Zeiler: “La sfida del cervo – perché le consistenze possono aumentare anche a fronte di un aumento della pressione venatoria”.
Dr. Luca Pedrotti: “La gestione del cervo tra caccia e protezione. L’esempio dello Stelvio”.
Intermezzo: pausa caffè;
ore 13: pranzo;
ore 14.30: prosecuzione assemblea con relazioni delle associazioni venatorie aderenti all’Agjso, discussione e stesura di un documento finale;
ore 16.30 circa: termine dell’assemblea-convegno;
Sabato, 8 ottobre:
ore 9.30: Visita al museo “Le Regole d’Ampezzo”,
a seguire commiato e rientro delle delegazioni ai paesi di origine.


