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Tim spegne il ripetitore a Schievenin di Quero Vas. D’Incà: “Il servizio di telefonia domestica è riconosciuto dalla giurisprudenza italiana come un bene essenziale”

Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Nella Valle di Schievenin, comune di Quero Vas in provincia di Belluno, la scelta operata dalla società Tim di spegnere il proprio ripetitore a partire dal mese di luglio 2016 ha registrato numerosi disagi fra gli abitanti che si sono trovati scoperti dall’unico segnale di telefonia mobile. “Infatti l’area in questione attualmente risulta essere coperta da un flebile segnale che molto spesso si interrompe, perché proveniente dalla lontana Marghera” spiega D’Incà del MoVimento 5 Stelle.

La problematica di scarsa o assente copertura del segnale telefonico unita alla scarsa ricezione del segnale radiotelevisivo persiste in molte aree collinari, montane, alpine e appenniniche o comunque periferiche e a bassa densità di popolazione e determina di fatto una grave situazione di «digital divide». In queste zone le centrali telefoniche, nella grande maggioranza dei casi, sono obsolete e necessitano d’interventi di sostituzione di strumentazioni, mentre la copertura della rete di telefonia mobile è piuttosto scadente sia per le caratteristiche geografiche che per l’assenza di un adeguato numero di ripetitori, determinando così in quelle aree un aumento maggiore dei rischi legati alla sicurezza. “A titolo di esempio, proprio nella zona in questione (comune di Quero Vas) si può riportare la vicissitudine accaduta nel mese di agosto 2016 ad un escursionista padovano che dopo aver contattato il 118 a seguito di una distorsione durante una camminata nella Valle di Schievenin, ha riscontrato difficoltà a mantenere costanti i contatti telefonici con la squadra di soccorso alpino di Feltre che tentava di raggiungerlo sul posto dell’incidente” prosegue D’Incà che a tal proposto ha deciso di interpellare in merito il Ministero dello sviluppo economico, il prediente Luca Zaia e l’amministratore delegato del Gruppo Telecom Italia, il Dott. Flavio Cattaneo.

“Il servizio di telefonia domestica è riconosciuto dalla giurisprudenza italiana come un bene essenziale – specifica il deputato bellunese – la cui mancanza può comportare anche risarcimenti dovuti al disagio psico-fisico derivante dallo stato di reiterato isolamento nelle comunicazioni e l’Unione europea inquadra l’accesso ai servizi di telefonia, comunicazione e internet come diritto fondamentale della persona”. È necessario quindi adottare al più presto le opportune iniziative, anche di carattere normativo, affinché tutti i gestori di telefonia ammodernino definitivamente tutte le centrali e le reti telefoniche nelle aree citate e in tutto il territorio nazionale, garantendo un adeguato servizio ed eguali diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza e dal relativo bacino di utenza “ed in particolare auspico al più presto il ripristino del servizio di telefonia mobile nella valle di Schievenin al fine di garantire un servizio fondamentale alla comunità” conclude D’Incà.

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