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martedì, Aprile 13, 2021
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Accorpamento Ulss, altro stop. Se non passa entro il 20 settembre rischia di saltare tutto

Ospedale di Feltre
Ospedale di Feltre

Ancora fumata nera in Consiglio regionale per il Pdl 23, la riforma della sanità veneta, bloccata sull’accorpamento delle Ulss. Quella di oggi è la venticinquesima seduta e non sembrano esserci sostanziali passi avanti, mentre il tempo comincia a scarseggiare e la maggioranza inizia ad avere il fiato corto. Se la riforma non dovesse essere approvata entro il 20 settembre, infatti, un eventuale (e probabile) ricorso da parte del Governo finirebbe per farla naufragare, perché non resterebbe il tempo tecnico per istituire quanto previsto dalla legge entro il primo gennaio 2017, ovvero entro alla data prevista dalla legge stessa.
“La legge è in punto di morte e non state facendo nulla per tenerla in vita”, attacca il consigliere democratico Stefano Fracasso, “non vedo il guizzo necessario, se non succede qualcosa tra oggi e domani la prossima settimana sara” tardi”. “Quando ci dite che se non approviamo le nove Ulss si ritira la legge ci invitate a continuare per affondare la più grande riforma tentata dal governatore Luca Zaia”, fa eco il democratico Claudio Sinigaglia, scommettendo che “Zaia arriverà a implorare le sette Ulss”, le stesse sulle quali insiste la minoranza. A dire il vero, Zaia ha già riunito i capigruppo di maggioranza in due occasioni, ma il responso è stato sempre lo stesso: ci vogliono nove Ulss, una per provincia più una pedemontana e una per il Veneto orientale.
Ma perché non si può accettare la proposta della minoranza, che sarebbe disposta persino a rinunciare ai tanto richiesti “criteri oggettivi” in base cui arrivare a una definizione tecnica del numero di Ulss, in cambio di una decima azienda sanitaria, con il raddoppio della Ulss Veronese? La risposta rimane un mistero, anche perché secondo i rumors di Palazzo alcuni consiglieri di maggioranza, i veronesi in particolare, sarebbero disponibili a votare per 10 Ulss.

Gli stessi rumors, però, indicano nell’assessore alla Sanità Luca Coletto, che avrebbe un’importante partita da giocare sulla sanità privata, il motivo del mancato sdoppiamento della Ulss veronese. Nel frattempo la discussione in aula continua, mentre questa mattina il consigliere indipendentista ha preso alla lettera la dichiarazione del presidente del Consiglio Roberto Ciambetti, che ha detto: “con questi emendamenti siamo ai limiti di legge”, e ha invocato la possibilità di raggruppare in maniera coatta tutti gli emendamenti deliberatamente ostruzionistici in un maxi emendamento e di votare quello. Questa possibilità si baserebbe su quanto avvenuto in Parlamento, ad esempio con il “canguro”, e secondo Guadagnini troverebbe riscontro nell’art. 105 del Consiglio regionale. Inutile dire che, se davvero si dovesse arrivare a tanto, il maxi emendamento sarebbe facilmente bocciato e la legge passerebbe così com’è. Ma questa norma del regolamento non è applicabile perché gli emendamenti, anche quelli più esplicitamente ostruzionistici, propongono modifiche reali alla legge e non semplici cambi di parole, precisa la minoranza, e poi “non si possono dichiarare ora illegittimi degli emendamenti che sono stati accolti come legittimi quando sono stati presentati”, taglia corto il consigliere democratico Pietro Ruzzante. La giornata si chiude con un nulla di fatto:
discussione in aula sospesa, riunione dei capigruppo di maggioranza e Consiglio aggiornato a domani. Ultimo giorno utile per approvare la legge senza rischi. (Dire)

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