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Sanità. Consiglio regionale in stallo sul numero delle Ulss, spunta anche la proposta di 3 aziende. La maggioranza non cede

Consiglio regionale del Veneto
Consiglio regionale del Veneto

Consiglio regionale del Veneto ancora bloccato sul Pdl 23, la riforma della sanità, a causa dell’empasse sul numero e sulla dislocazione delle Ulss. Questa mattina il governatore, Luca Zaia, ha incontrato i capigruppo di maggioranza, ma il faccia a faccia non ha portato modifiche alla linea, che è rimasta quella delle nove Ulss, una per provincia più una pedemontana (a Bassano) e una del Veneto orientale.
“Hanno discusso al loro interno per settimane le nostre proposte e poi di fronte alla rigidità dell’assessore Luca Coletto hanno fatto retromarcia”, attacca il consigliere Pd Claudio Sinigallia, secondo cui la maggioranza è in difficoltà perchè non vuole scontentare alcuni bacini elettorali. “Se le nostre proposte non fossero state ragionevoli le avreste rifiutate immediatamente”, dice il democratico in aula, “invece le avete valutate perché hanno senso, ma non siete riusciti a mettervi d’accordo e adesso date la colpa a noi”.

marino zorzatoDella stessa opinione anche Marino Zorzato (nella foto), consigliere di Area Popolare, che si scalda accusando la maggioranza di imporre il diktat delle nove Ulss per motivi esclusivamente elettorali. Nel frattempo il tempo scorre, si avvicina la data del 20 settembre, ultimo giorno utile per approvare la legge senza il rischio che un eventuale ricorso del governo impedisca di rispettare i termini (l’entrata in vigore è l’1 gennaio 2017). E l’accordo è ancora distante, tanto è vero che spunta l’ipotesi, sostenuta in modo provocatorio dai tosiani, di tre Ulss, una pedemontana con sede a Bassano, una a Venezia e una a Verona. “Questo permetterebbe di ridurre molto i costi, perché porterebbe i dirigenti a 12 dagli attuali 84″, sostiene il consigliere tosiano Andrea Bassi.

Rimangono invece defilati i consiglieri cinquestelle che, pare, sarebbero disposti ad accettare le nove Ulss proposte dalla maggioranza, perché così ci sarebbe la possibilità di verificare tra un paio d”anni se i servizi funzionano meglio (e i bilanci sono migliori) nelle aree delle Ulss provinciali o in quelle in cui ci sono anche le Ulss aggiuntive. Ma anche se i grillini annunciassero ufficialmente l”intenzione di votare a favore delle nove Ulss, la situazione non si sbloccherebbe, perché la decisione di “giocare il jolly” ottenendo tempi di discussione non contingentati, fa sì che democratici e tosiani possano prolungare il dibattito potenzialmente all’infinito. Il braccio di ferro, quindi, continua, con la minoranza che alterna la richiesta di criteri chiari al grido: “tutto ma non nove Ulss”, e la maggioranza che si dimostra compatta e fedele a Zaia nel sostenere le nove aziende. La discussione minaccia quindi di andare lunga anche oggi, dopo che ieri il Consiglio e” stato sospeso in modo rocambolesco per il venir meno del numero legale attorno alle 22.30, appena 20 minuti dopo la pausa per la cena.
(Fat/ Dire)

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