Una rete tra ministeri, Comuni, cooperative e organizzazioni sindacali per contrastare la tratta di esseri umani in Veneto. Questo e” “N.A.Ve”, ovvero Network antitratta per il Veneto, progetto presentato oggi a Ca’ Farsetti, sede del Comune di Venezia, dall’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini, e da una delegazione di suoi colleghi di altri Comuni capoluogo e non, tra cui Vicenza, Padova, Verona e Casier (Treviso).
“Il progetto mira a far emergere lo sfruttamento degli esseri umani, e ad offrire l’assistenza necessaria al reinserimento sociolavorativo dei soggetti sfruttati”, spiega Venturini. Non è quindi solo un’opera repressiva dei comportamenti criminali, ma soprattutto un’azione di assistenza verso chi viene obbligato ad avere comportamenti criminali da sfruttatori. La tratta degli esseri umani in Veneto porta infatti alla presenza di individui costretti a compiere furti, taccheggi, spaccio di droga, accattonaggio ed a prostituirsi. In molti casi, poi, i ”prigionieri” della tratta non svolgono una sola di queste attività, ma vengono costretti a farne diverse di giorno e di notte.
“Arrivare a queste persone, conoscerle, aiutarle dal punto di vista sanitario e, nel migliore dei casi, tirarle fuori dalla situazione in cui si trovano o addirittura far emergere la tratta di cui sono prigionieri è lo scopo di N.A.Ve”, aggiunge Isabella Sala, assessore alla Comunità e alle Famiglie del Comune di Vicenza.
Il progetto ”N.A.Ve” crea una sinergia tra gli enti locali veneti, le cooperative, i sindacati e le associazioni di volontariato, con una serie di partner importanti tra cui la Regione Veneto, che contribuirà con 140 mila euro; altri 1,3 milioni in 15 mesi arriveranno invece dallo Stato, mentre i Comuni “non metteranno cash” ma risorse umane, mezzi, strutture e appartamenti per l’accoglienza, precisa Venturini. La previsione, nei prossimi 15 mesi, è di far accedere al programma accoglienza e al successivo percorso di inserimento socio-lavorativo 141 utenti, di cui 125 dovranno essere “nuove prese in carico”, mentre 16 saranno persone a cui i Comuni Veneti stanno già ora fornendo assistenza. (Fat/ Dire)


