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Rimozione del nome e della bandiera al Rifugio Vetta d’Italia. Questa non è autonomia, è secessionismo

Tomaso Pettazzi
Tomaso Pettazzi

Tre anni fa il Rifugio alpino Vetta d’Italia, che si trova nel territorio comunale di Predoi, in provincia di Bolzano, nelle Alpi dei Tauri occidentali a 2.568 metri di altitudine su mozione  della Südtiroler Freiheit ripristinò il suo nome storico di ‘Neugersdorfer-Hütte’.

Ma nella stessa mozione, ci segnala Tomaso Pettazzi, è previsto anche che i rifugi trasferiti alla Provincia di Bolzano non venga più issata la bandiera italiana. La decisione venne assunta con il voto favorevole di 24 consiglieri su 35. Solo 5 contrari, e 2 astenuti iesta di sopralluogo alla struttura avanzata dai secessionisti di Südtiroler Freiheit”.
L’esponente di Alto Adige nel cuore cita la precisazione avanzata dal collega della  Südtiroler Freiheit, Sven Knoll: “Mi spiace – avrebbe annotato il consigliere  – ma ricordo come il 18 settembre del 2013 è stata approvata una nostra mozione che prevede che ‘i rifugi trasferiti alla Provincia in futuro portino unicamente il loro nome storico e siano cancellati i nomi fascisti’. Come Vetta d’Italia”.
“Intanto – prosegue Urzì – sul tavolo mi veniva consegnato un documento istituzionale in lingua italiana nel quale pur parlando del rifugio Vetta d’Italia del nome ‘Vetta d’Italia’ non c’era traccia: solo ‘Neugersdorfer–Hütte'”.
La mozione prevede anche che sui rifugi trasferiti alla Provincia non venga più issata la bandiera italiana.
La decisione in proposito aveva ottenuto il voto favorevole di 24 consiglieri su 35. Cinque i contrari, mentre gli astenuti furono due.

Via il nome, via la bandiera. “Questa non è autonomia, è secessionismo” sottolinea Pettazzi.