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Asfanè Frangivento, uno yacht su strada da 900 cavalli. Intervista al designer bellunese Giorgio Pirolo

Giorgio Pirolo
Giorgio Pirolo

Giorgio Pirolo, 36enne designer bellunese, ma anche giornalista e scrittore, vive a Montecarlo da 5 anni, suo il progetto di una delle utilitarie 5 porte più vendute in Cina ed esportata anche in Brasile, la New Chery QQ.
Recentemente ha firmato il progetto della Frangivento Asfanè, una supercar da 900 cavalli presentata a giugno al Salone di Torino, dove ha incontrato il favore della critica per le sue linee innovative e un dna interamente italiano.
Lo abbiamo incontrato all’Astor di Belluno per l’intervista che segue.

Quando nasce la tua passione per le auto e come si sviluppa?
Avevo una decina d’anni quando ho iniziato a disegnare le auto da rally con cui correva mio zio Gigi Pirollo , copilota negli anni dal 1974-2011 con Capone, Vudafieri, Fiorio, Cunico. Quello che ho fatto in seguito è successo sempre per un insieme di circostanze fortuite. A 19 anni, nel 1999 quando studiavo a Torino, ho iniziato a collaborare con un mio compagno che aveva una azienda di progettazione e animazione in 3D. Insieme a loro ho disegnato le sorpresine della Kinder. L’anno dopo, al Salone di Torino del 2000 abbiamo portato un modellino in scala 1:4 conosco col il designer statunitense Syd Mead,  concept artist di Blade Runner, Tron, Aliens ed il primo film di Star Trek, il quale, sorpreso e approvando i miei disegni dice “in questo lavoro bisogna essere pazzi, non avere limiti”.
Nel 2009 nasce il progetto dell’utilitaria cinese, la New Chery QQ che esce nel 2013 dalla società Torino Design sotto la direzione di Giuliano Biasio e ispirata al pesciolino Nemo, con la calandra a sorriso e le prese d’aria a forma di branchie.

asfanè frangiventoParliamo della supercar Asfanè Frangivento, perché questo nome innanzitutto?
As-fa-nen in piemontese significa non si può fare, è il nome che abbiamo dato a questo modello, e Frangivento è il marchio che ho coniato. Era un progetto che avevo nel cassetto da una quindicina d’anni. All’inizio di aprile di quest’anno ero a Selva di Cadore, ricevo una telefonata da Paolo Mancini, titolare di Mancini Group a Torino, anima tecnica di questa collaborazione. ci vediamo a Torino il 6 aprile. Presenti Un’auto iconica, una sola linea senza sbalzi, dal passaruote posteriore. Un’architettura filante da qualsiasi angolazione la si guardi. Un’altezza di un metro e 10, larga 2,05 e lunga 4 metri e 06. Due posti un motore ibrido da 900 cavalli a benzina oltre a due motori elettrici sull’asse anteriore. Prestazioni, velocità 350 Km/h da 0 a 100 in 3 secondi, prezzo 1 milione e 800mila. L’Asfanè piace e il 7 aprile partiamo a realizzarla mettendo insieme una squadra da un centinaio di persone, solo giovani. E per il Salone di Torino dell’8 giugno 2016 è tutto pronto. La silhouette in resina in scala 1:1 della Asfanè, con alcuni particolari reali, come i pneumatici della Pirelli è pronta, sotto i riflettori.

Tom Mc Dowell, presidente di Concorso italiano tenutosi a Monterey in California dal 4-20 agosto 2016 dove ha portato mille auto italiane da collezione, parlando di stile italiano identifica come “spettacolare” la Lamborghini ed “eccellenza dinamica” per la Ferrari. Tu come definiresti la tua Asfanè Frangivento?
Il futuro..Uno yacht su strada. Alfanè è una piccolo yacht che si differenzia da quello che c’è oggi nel mercato sportivo. Con questa super car vogliamo aprire una nuova via. Iniettare negli occhi del pubblico una nuova forma che la gente possa assimilare e capire. Soprattutto in questo momento di aridità creativa, nel quale assistiamo a vari rifacimenti dei modelli del passato. Asfanè è stata la novità del Salone. Un’auto che fa invecchiare le altre!

Giorgetto Giugiaro, 60 anni di carriera, 200 modelli progettati, dice che nel 1980 in Italia era più semplice progettare una Maserati piuttosto che un’utilitaria di successo come la Panda. Tu che ne pensi?
Sono d’accordo. La bellezza dell’auto è determinata essenzialmente dalle proporzioni. Quella bassa e larga piace certamente di più di quella stretta e alta.

Asfanè Frangivento
Asfanè Frangivento

Qual è il tuo designer preferito?
Marcello Gandini, il progettista della Lancia Stratos, della Lamborghini Miura e della Countach.

Qual è l’obiettivo del designer? Stupire, creare forme originali, o privilegiare la funzionalità?
Ad attrarre il pubblico è innanzitutto l’estetica dell’auto. Poi viene la funzionalità. Faccio un esempio. L’Alfa Romeo 156 Station Wangon disegnata da Walter De Silva, non aveva un grandissimo vano bagagli, ma piaceva molto. Tant’è che poi anche le altre station wagon della Mercedes e della Bmw si adeguarono al nuovo standard sacrificando il bagagliaio.

Il tuo prossimo impegno?
Stiamo lavorando a un progetto per il mercato italiano, una compatta del segmento B per strade e centri urbani con motore elettrico. Sono convinto che ora la gente sia pronta per l’elettrico, lo dimostra il successo delle bici.

Il tuo consiglio per i giovanissimi che volessero intraprendere la tua carriera?
Devo dire che sono scettico sulle scuole di design. La creatività non si apprende sui banchi. Penso a Giovanni Michelotti, designer autodidatta del secolo scorso che creò circa 1200 modelli di auto. Celebre la sua battuta: il cammello è un cavallo progettato dal designer dopo una riunione con i direttori.

Roberto De Nart

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