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lunedì, Aprile 19, 2021
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Elettrodotto della Valbelluna. Lettera al presidente della Repubblica.

letteraSignor Presidente ,
la notizia del Suo riposo feriale in una località dell’ Alto Adige , mi fa pensare , devo dire con grande soddisfazione , di ritener La sensibile alle bellezze e alle peculiarità della montagna e in particolare delle Dolomiti .
Approfitto di ciò per attirare la Sua attenzione su una devastazione ambientale che una Società quotata , con capitale di riferimento dello Stato Italiano ( tramite la Cassa Depositi e Prestiti) , intende portare a termine in una delle valli più belle della nostra Provincia:  La Valle del Piave.
Valle che annovera tra le sue peculiarità parte delle Dolomiti patrimonio dell’umanità e che a sua volta è stata proposta per diventare patrimonio Unesco, nonché i confini del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
Valle che ha dato i natali a Dino Buzzati, nella quale ritornava spesso , trovando in questo luogo le sue radici e l’ispirazione per le sue opere.
L a Società in questione è la Soc.Terna , la quale intende seminare lungo tutta la Valle del fiume Sacro alla Patria , tralicci alti dai quaranta ai sessanta metri , naturalmente collegati da relativi enormi cavi, per effettuare un elettrodotto da 380 KV che dal confine con l’Austria arriva in Provincia di Venezia.
Tale devastazione è chiaro che toglierà agli abitanti di queste valli , già difficili da vivere per la gente che le abita , anche quell’unica valvola di salvezza che si chiama turismo .
Qui è nato un Comitato (i Comitati nascono quando la politica è assente ), il quale dopo essersi ampiamente documentato e avere cercato senza molto successo di sensibilizzare Regione e Governo, ha fatto delle proposte peraltro già messe in atto in Alto Adige ove Lei è stato ospite (chissà perché loro ci riescono e noi no ): e cioè l’interramento dei cavi, o in alternativa, come già è stato fatto tra la Francia e l’Italia , il passaggio lungo la già esistente autostrada; perché noi vogliamo l’ammodernamento dell’ elettrodotto , non la sequenza devastante dei piloni
E’ un appello accorato quello che Le sto facendo , non nascondendo che ripongo molta fiducia su un Suo intervento al fine di cercare una soluzione condivisa ragionando intorno ad un tavolo. .
Per amore di chiarezza e conoscenza devo peraltro informare, che combatteremo con tutte la armi a nostra disposizione, per salvare il nostro territorio e i nostri interessi, da speculazioni indecenti che non tengono minimamente conto delle esigenze di una terra fragile e bella come la nostra.
E’ però triste che il potere politico che a parole decanta le bellezze e le opportunità che può offrire questo Paese e finalmente si rende conto che tutto ciò può essere fonte di reddito e quindi posti di lavoro, non sia sensibile a modificare una porcheria di questo genere,
E tutto ciò solo perchè i poteri forti sono talmente forti da condizionarne le decisioni.
Con questo appello mi rivolgo a Lei confidando nel Suo equilibrio e nella sensibilità che dimostra nella funzione del Suo Alto Ufficio, affinchè cerchi di sensibilizzare chi di dovere alla soluzione di questo problema .
Con Stima.

PierLuigi De Barba

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