Dosoledo, Comelico Superiore – Notevole, chiara e documentata la conferenza con immagini al Museo “Algudnei” titolata “Gli accampamenti militari romani recentemente scoperti nei pressi di Trieste”. Ad illustrarla con le avvincenti scoperte, nella serata del 19 vi era l’archeologo e ricercatore Federico Bernardini (del Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” di Trieste e Centro Fermi di Roma).
Si è trattato di un appuntamento culturale dai molteplici significati ed analogie tra le due realtà territoriali, quelle triestine e del Comelico, con l’accampamento romano di Passo di Monte Croce Comelico, seppur con notevoli distanze geografiche e temporali di diversi secoli. Ma oltre a tutto questo, insieme con i medesimi metodi tecnologicamente all’avanguardia adottati i ambedue le realtà, come la lettura delle riprese satellitari e LIDAR per individuare le tracce antiche presenti sul territorio. Il ricercatore Bernardini ha voluto mettere in evidenza come i metodi e le esperienze, spiegate dal responsabile della realtà museale e operativa, Arrigo De Martin, acquisite e finanziate dalla Regola di Dosoledo possano essere d’esempio ed “esportate “in realtà lontane solo geograficamente, ma vicine nella gestione delle proprietà fondiarie collettive. Infatti, il Bernardini, ci ha tenuto a sottolineare come tutto quello che è stato realizzato sinora, per scoprire, analizzare e studiare e valorizzare l’accampamento romano di Passo di Monte Croce Comelico, grazie all’impegno e finanziamenti della Regola di Dosoledo, possa costituire stimolo ed esempio per le “Comunelle” del Carso triestino laddove si trovano gli accampamenti individuati con le rilevazioni LIDAR e oggetto di studi, ma che ora necessitano di interventi sul campo mediante scavi archeologici. Come dire che la Regola di Dosoledo , è in grado di dettare regole ed esempi di gestione del territorio.
Ora si tratterà – ha auspicato l’archeologo Bernardini- di organizzare un incontro tra il presidente delle Comunelle del Carso e quello della Regola di Dosoledo, insieme con Arrigo De Martin e si suoi collaboratori per esporre impegni e metodi sin qui seguiti con notevoli risultati sia in campo scientifico sia in quello divulgativo e dell’interesse turistico e negli operatori del settore.
Eugenio Padovan


