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domenica, Aprile 18, 2021
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Manifestazione del Bard a Cortina. Marinella Piazza risponde a Elsa Zardini Lacedelli: “La nostra è stata una battaglia politica di sopravvivenza”

Marinella Piazza, presidente Vallata Cadore/Zoldo del Movimento BARD Valle di Cadore, risponde alla critica di Elsa Zardini Lacedelli, presidente dell’Union dei Ladis de Anpezo, per la presenza del Bard in Corso Italia a Cortina d’Ampezzo la vigilia di ferragosto.

Bard cortina 2“Cara Elsa, ti scrivo per rassicurare te e la Comunità Ampezzana. Siamo entrati in casa vostra in punta di piedi, senza disturbare nessuno, raccogliendo anzi consensi non solo dai turisti.
Hai ragione, lo abbiamo fatto proprio per la visibilità mediatica che poteva dare la Regina ad un Movimento come il nostro che tanta fatica fa ad apparire sulla stampa fuori dai nostri confini.
Perché? Per i motivi che spingono anche te e i Ladini d’Ampezzo ad impegnarsi quotidianamente per una causa che nessuno può perdere. I nostri sono obiettivi che non intendono sminuire e tantomeno ostacolare l’impegno dei Ladini storici. La Vostra è una battaglia di storia, la nostra una battaglia politica e soprattutto di sopravvivenza.
Come ben sai sono nata a cresciuta a Valle di Cadore in una Comunità dove tante belle persone mi hanno trasmesso giorno dopo giorno, i potenti valori delle genti di montagna. Ho vissuto alcuni anni con un senso di impotenza e di ansia percependo l’inesorabile declino (voluto? forse si) dei nostri territori fino a quando il destino mi ha fatto conoscere persone straordinarie che impegnano tempo libero e risorse personali affinché la loro/nostra terra continui ad avere un futuro. Sono persone che rappresentano l’intero territorio Bellunese, così straordinariamente bello con le due Città fantastiche, Belluno e Feltre e con le sue “emozionanti” Vallate: l’Agordino, l’Alpago, l’Ampezzo, il Bellunese, il Feltrino, lo Zoldano, il Cadore.
Facciamo parte del Movimento Bard che tu conosci. Siamo radicati e affezionati alla nostra storia e cultura, rappresentata dai costumi, dalle lingue, dai mestieri, dalle architetture, dai paesaggi rurali e culturali di tutte le nostre vallate che ci accomunano con le altre culture alpine che ci circondano.
Le nostre profonde e forti radici ci permettono di essere aperti al mondo e di accettare le sfide del presente ben consapevoli che è necessario consolidare le Comunità, dotarle di strumenti per la gestione politica degli eventi che le coinvolgono permettendo loro di usare le risorse che hanno, secondo il proprio interesse e le proprie scelte. Crediamo che ciò significhi garantire un futuro nella nostra terra.
Le Comunità delle Dolomiti hanno bisogno di rimanere saldamente inserite nell’ordinamento dello Stato Italiano e il BARD vuole proporre soluzioni.
Sappiamo cavarcela da soli, senza sussidi, senza assistenza, senza privilegi ma finché perdiamo 1000 persone attive all’anno, svendiamo terre ed edifici, finché non produciamo nuove imprese, finché non abbiamo risorse da investire in attività produttive e a tutela del territorio per la sua manutenzione e valorizzazione, finché non riusciamo a reggere la concorrenza turistica, finché continuiamo a chiudere alberghi, finché accettiamo che nei nostri fiumi non scorra più acqua, finché permettiamo allo Stato e alla Regione di vendere i beni comuni, noi non avremo futuro.
Siamo soggiogati da una Regione che non ci ascolta e da un governo che non è vuole rispettare gli accordi, tradendo così la nostra fiducia. La fiducia di persone perbene quali noi siamo.
Noi, Comunità Alpina delle Dolomiti, compresa entro tre territori montani a statuto speciale, nei quali l’attuazione di politiche efficaci con risorse infinitamente maggiori delle nostre ci sottopongono quotidianamente ad una concorrenza spietata ed insostenibile rendendo inefficaci tutti i nostri sforzi.
Abbiamo subito, senza battere ciglia, il lungo Commissariamento dell’Ente Provincia di Belluno accettando supinamente la sua trasformazione in una “cosa” senza sovranità e senza competenze operative.
Ci hanno privato di una rappresentanza in grado di proteggerci, nelle relazioni, da una Regione accentratrice che mai delegherà competenze, costringendoci a subire decisioni che altri prenderanno. Ci hanno reso impotenti e in piena sudditanza dai partiti politici Bellunesi.
Noi continuiamo a pensare che governare ed amministrare le nostre Comunità sia faticoso, difficile e complicato per tutti, specialmente in un periodo di recessione economica ma crediamo che il territorio e soprattutto le Comunità che in esso ci vivono meritino uno sforzo di tutti noi e che sia quanto mai necessario diventare Comunità solidali, che si proteggono le une con le altre. Solo così potremmo avere una speranza.
Cara Elsa, siamo ben consapevoli di essere debolissimi ma che dobbiamo fare? Lasciarci morire? Questo non sarà possibile perché fino a che avremo fiato e combustibile nelle macchine noi ci saremo e inviteremo tutti coloro che hanno a cuore il destino della nostra terra ad unirsi affinché sia costruita una rappresentanza che conti davvero e che rappresenti tutto il Bellunese. Questa e solo questa sarà la salvezza di tutti”!

 

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