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lunedì, Aprile 22, 2024
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Grande successo per Gian Antonio Stella al Teatro Kursaal di Auronzo

gian antonio stellaGrande successo e pubblico delle grandi occasioni al Teatro Kursaal di Auronzo per l’anteprima dello spettacolo che il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella ha voluto regalare alla Val D’Ansiei, paese al quale è molto legato visto lungo legame di amicizia nato 15 anni fa con l’allora assessore alla Cultura Tatiana Pais Becher, alla quale Stella ha telefonato chiedendole di organizzare una serata inedita.

400 persone hanno ascoltato con grande interesse il giornalista del Corriere della Sera, che ha idealmente collegato la serata alla mostra del suo amico Egidio Guidolin, “La Vita dopo la Grande Guerra”, allestita nella sala esposizioni del Municipio di Auronzo e aperta tutti i giorni fino al 4 settembre. Un’esposizione di oggetti unici e rari che raccontano come i nostri nonni riuscirono a riciclare per l’uso domestico il materiale abbandonato dalle truppe al fronte, talmente bella e originale da avere suscitato l’attenzione del regista Ermanno Olmi e del giornalista Edoardo Pittalis, che hanno curato prefazione e introduzione al catalogo. Gian Antonio Stella ha voluto visitare la mostra nel pomeriggio, accompagnato dalla moglie Manuela, da Egidio Guidolin, dallo scrittore e giornalista Giovanni Carraro e dall’amica Tatiana.

Stella ha incentrato la serata sul tema del volume “La guerra è bella ma è scomoda” di Paolo Monelli e Giuseppe Novello, pubblicato nel 1929, per il quale Stella ha curato l’introduzione nella ristampa del 2015. Un volume che fonde poeticamente e sapientemente le parole dello scrittore Monelli e le illustrazione del pittore Novello, due amici che avevano vissuto in prima linea la Grande Guerra e che insieme hanno deciso di raccontarla utilizzando l’arma dell’ironia.

Il piatto forte del libro sono appunto le 46 spassosissime tavole in cui Novello affila la sua ironia a un tempo feroce e affettuosa; il testo di Monelli che le accompagna è anch’esso a suo modo una galleria di vignette, di aneddoti di guerra alpina un po’ malinconici e un po’ ridanciani. Insieme, parole e immagini compongono un libro unico, che celebra gli alpini e il loro mito ma insieme ne sorride, che racconta senza retorica la guerra ma non sa evitare, ricordandone l’esperienza umana, una misura di nostalgia.

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