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sabato, Luglio 2, 2022
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Siamo ancor più commissariati

lettera 1La Provincia di Belluno è rimasta commissariata praticamente dal 28 ottobre 2011 (sfiducia al presidente Bottacin) fino al 13 ottobre 2014 (elezione a Presidente di Daniela Larese Filon). Tre anni duranti i quali il Commissario ha svolto solo ordinaria amministrazione, se si esclude l’episodio dell’acquisto di azioni Dolomitibus dal Comune di Belluno, per il quale tuttora esistono forti dubbi di incompatibilità. Tre anni durante i quali la crisi del ns. territorio si è aggravata enormemente in ogni campo.
Col prossimo ottobre scadrà il mandato dell’attuale Consiglio provinciale e della sua Presidentessa (politicamente corretto). Se ne può tracciare un bilancio? Direi che da un punto di vista economico la gestione è stata fallimentare, e non solo per colpa sua. Due anni di navigazione tra i numerosi scogli della mancanza di finanziamenti; tutto dovuto alla cancellazione (checché si ne dica) delle province contenuta nella legge Delrio. Difficoltà nella gestione delle scuole e della strade, solo per fare un esempio. Ma poi la perdurante mancanza di Unico studenti, degli uffici turistici e via elencando.
Ma l’aspetto più tragico si è avuto nella mancanza assoluta di una capacità/volontà propositiva anche dove l’aspetto economico passa in secondo piano. Mi riferisco al progetto del Treno delle Dolomiti e relativi Anello ferroviario, metropolitana di superficie in Valbelluna, tutto gestito dal duo Zaia – Kompatscher; o nella discussione sul traffico automobilistico sui passi dolomitici, lasciata in toto alle decisioni che prenderanno Trento e Bolzano; o ancora nella gestione delle attività della Fondazione Dolomiti Unesco. In questo concordo con Gianclaudio Bressa e con Roger De Menech, , pur con tutte le critiche che da sempre ho loro rivolto. In un momento oltretutto in cui la Larese Filon assomma nelle sue mani la presidenza di Provincia, Conferenza dei Sindaci, Dmo, forse di Consorzio Dolomiti, è Sindaco di Auronzo, ecc.
E poiché “al fondo non c’è ma fine”, ecco che nella situazione attuale emerge come verità incontrovertibile il commissariamento attuale, evidente e senza speranza di riscatto, da parte delle vicine province autonome di Trento e Bolzano/Bozen. Infatti, nella mancanza continua di risorse, è sempre più evidente la supplenza del Fondo ex Brancher, ex Odi, ora dei Comuni di Confine, da esse finanziato in toto.
Roger De Menech, suo Presidente, è riuscito nell’impresa benemerita di stravolgerne la motivazione principale, dedicando gran parte dei finanziamenti annuali, 56 milioni di euro annui su 80, a progetti di area vasta (e la nostra provincia è diventata ciò). In tal modo teatri, musei, cultura, turismo, viabilità, trasporti, trasporti a fune, traggono nuova linfa vitale, ritardando una ingloriosa fine. Che purtroppo sarà solo rinviata, se, come giustamente fa presente Vivaio Dolomiti, i Bellunesi non capiranno che solo unendo le forze della varie Comunità potremo giungere al riscatto finale. Ma i numeri attuali non ci danno scampo. Tutto ci sta sfuggendo di mano; dagli uffici pubblici, alle associazioni di categoria, ai sindacati, alla gestione delle acque e dei loro introiti, alle banche, agli uffici postali, alla natalità in perenne declino, con conseguenti problemi dalle scuole materne fino agli istituti scolastici.
Il grido d’allarme di mons. Rinaldo Sommacal, parroco del Duomo di Belluno (“la mia città così si è votata al suicidio”), deve essere quindi interpretato non in senso restrittivo alla città di Belluno bensì più tristemente al nostro intero territorio.

Tomaso Pettazzi – Belluno

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